- Jack the Smoker: l’intervista!
Questa settimana abbiamo avuto la possibilità di intervistare Jack The Smoker in occasione dell’uscita del suo nuovo album V.Ita.
Buona lettura !

- Con te Jack, possiamo riprendere in parte, un discorso fatto con Asher Kuno in una nostra precedente intervista. Sappiamo che sei appena tornato da un viaggio in Brasile. Avete fatto un incontro in una scuola media e vi siete anche esibiti. Che cosa ha significato per te questo viaggio?
Indubbiamente abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano l’importanza della musica in una società completamente diversa da quella europea, ma la cosa che mi ha più stupito è la forza di queste persone, che personificano perfettamente quel luogo comune del “se hai poco, impari a dare il valore giusto alle cose”.. E’ stata per me l’ennesima riconferma che dove il capitalismo non si impone come modello soprattutto mentale delle persone, dove il consumismo non occupa la mente delle persone e ne direziona i desideri, il modus vivendi è molto più “umano” e sereno, la solidarietà non si riduce ad una formalità per dormire tranquilli, ma è la base di quella società; la cosa che mi faceva ridere tra l’altro,è che raramente loro chiedevano a noi informazioni sull’Italia e sull’Europa, mentre noi chiedevamo continuamente dettagli su tutto!..In più mi ha dato una bella carica positiva che ancora non mi si è levata di dosso..
- Il gossip c’è ovunque, anche nell’hip hop! Sappiamo che tu e Asher Kuno siete molto amici, addirittura da segnalarvi come “coppia aperta” sui social network. Come è nata la vostra amicizia e cosa ci puoi dire sul capitolo Spregiudicati?
Beh,io e Kunetti ci siamo conosciuti durante un programma Radio che conducevo a RCS (Radio Cernusco Stereo), da lì anche tramite Gomez e Mace abbiamo mantenuto i contatti, abbiamo cominciato a lavorare assieme (lui era socio di Bat all’epoca), da lì è nata la collabo sul suo demo “Cenere Esplosiva”,e poi si è stabilito un rapporto umano oltre che musicale.
Il capitolo Spregiudicati si era ormai svuotato di significato dal 2008 in poi: dopo i primi anni dove avevamo incanalato 3 uscite di fila ( L’alba, The Fottamaker, Riprendiamoci Tutto), qualcosa si è spento, così alcuni componenti del collettivo hanno lasciato, Mdj per primo, poi Rubo, Mace e Gomez hanno preso altre strade; ci sono stai un paio d’anni di stasi, di riassetto diciamo, ma per fortuna le sinergie musicali sono ritornate, ed io e Kunetti abbiamo recuperato la produttività, con “Rolling Flow” l’anno scorso, e “V.Ita” ora
- Asher Kuno ci ha detto che da sempre avete in mente un progetto assieme, ma di fatto non si è ancora concretizzato nulla. Dicci la tua.
Io dico che è inutile fare pronostici sul quando e sul come, ho imparato a non sbilanciarmi su progetti non ancora iniziati; posso però dirti che la volontà ora come ora c’è, abbiamo già un’ipotetica lista di produttori, ma il disco potrebbe uscire fra 6 mesi come fra 3 anni, oppure non uscire proprio!!
- Sono passati sei anni dal tuo primo lavoro. Nel mezzo hai realizzato “Il suono per resistere” con Zampa e hai collaborato con tantissimi artisti della scena italiana. Sei anni sono tanti, e molte cose sono cambiate. Jack The Smoker com’è cambiato e come mai ha atteso sei anni per pubblicare un disco?
Sicuramente la voglia di ricambio rispetto ai miei lavori precedenti ed il bisogno di chiarirmi le idee sul come proseguire in questa “carriera” in modo personale; in più sinceramente, tutti noi attraversavamo un periodo di poco entusiasmo dopo il primo “giro” di uscite dei nostri dischi , io in particolare ero stanco di certe dinamiche della “Milano Rap”, ho avuto un periodo di distacco da certi ambienti che sicuramente mi ha fatto bene, anche se mi ha fatto perdere qualche anno dove non ho prodotto dischi,ma ora il disco è fuori e si può festeggiare!
- Qual è il motivo per cui hai scelto “V.Ita“ come titolo dell’album? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere all’ascoltatore?
Questo disco parla in primo luogo del rapporto fra il mio lato personale,le vicende della vita di ognuno, e il contesto sociale, il modo in cui questa società si è sviluppata nel corso degli anni: Vita (senza punto) non avrebbe reso abbastanza il concetto dell’influenza del modo in cui si è sviluppata in questo quindicennio l’ Italia (un paese più simile ad una dittatura populista sudamericana che ad uno stato di diritto, viziata poi da un monopolio televisivo che ha forgiato, a partire dai primi anni ’90, in modo decisivo i “valori” ed i canoni di giudizio delle persone); quel puntino in mezzo vuole quindi unire il lato personale, di vita, e quello del retroscena dove questo accade,l ‘Ita(lia)
- Il primo singolo del tuo album è “bad trip”, pezzo contraddistinto da sonorità elettroniche ed house. Il singolo può essere definito come un singolo episodio di sperimentazione all’interno di un album con un sound classico, o per lo meno non attuale come quello di “bad trip”. Come è stato per te fare questa sperimentazione? Come è nato il pezzo?
Il pezzo nasce da un’idea di Mr.Cocky aka Bassi,che un paio d’anni fa aveva un progetto in cantiere (che non so poi se uscirà o meno): il pezzo aveva queste sonorità perché era inserito in un album tutto con quel mood, poi il pezzo gasava entrambi,ed ho scelto di metterlo nella scaletta del disco; il pezzo è un piccolo resoconto su un momento particolare della mia vita dove stavo combinando un po’ di casini colle persone, e sentivo l’esigenza di riscattarmi e sfogare il Bad Trip appunto; il ritornello di Bassi poi ha fatto decollare l’atmosfera del pezzo.
- Inoltre, per “bad trip” è stato realizzato anche un video. Inizialmente il pezzo ha avuto risconti contrastanti e ad alcuni può aver dato un idea sbagliata di quello che poteva essere il disco. Come mai questa scelta?
Beh, devo dirti che immaginavo un po’ di stordimento da parte della gente, riguardo al tipo di sound, ma sinceramente le critiche sono un po’ campate per aria se mi parli di “commerciale”,quando poi il pezzo non era neanche in vendita, ed un singolo ufficiale non è mai uscito..se mi parli di leggerezza, io non credo di avere trattato l’argomento in modo superficiale, anche se chiaramente il mood è diverso rispetto al resto del disco, non a caso il pezzo ironicamente nel cd si chiama, oltre che Bad Trip, MALUS Track, poi chiaramente ognuno giudichi il pezzo come meglio crede..quello che mi lascia perplesso è la gente che fa ancora i discorsi del tipo “Jack The Smoker si è venduto”,credo che ascoltare l’album prima di sbilanciarsi dopo un pezzo sia più fruttuoso per emettere sentenze.
- Nell’album parli della tua nazione come della tua prigione. Parli di Jack The Smoker lo studente universitario e di Jack The Smoker il lavoratore, ma chi è Jack The Smoker?
Tutti questi aspetti assieme: l’album è molto diverso da molti di quelli che escono al giorno d’oggi, perché ribalta la prospettiva: secondo me è ora che la musica rap torni ad assumere il ruolo di valvola del disagio delle persone normali, soprattutto ora, nella situazione in cui ci troviamo in questo paese, invece che costituire il pompino a se stessi, o ad elogiare uno stile di vita contraffatto, televisivo, irraggiungibile per le persone comuni
- In generale nel tuo disco tratti tematiche molto familiari ai giovani d’oggi: problemi sociali, finanziari, sentimentali, il peso della quotidianità, lo stress della routine, l’ansia di volersi realizzare in qualcosa, la paura verso il futuro. Come mai hai scelto proprio queste? E come hai risolto le questioni che ti colpiscono personalmente?
Bene o male ad ogni macrocambiamento della mia vita ho sentito l’esigenza di scrivere un album: “L‘ Alba” era la fine delle ambizioni onnipotenti di un adolescente,” V.Ita” è come il capitolo 2 della mia storia personale; trattandosi di un album ufficiale, niente poteva essere più adeguato che la sacrosanta narrazione della quotidianità,e delle mie paranoie personali, che sono un po’ il mio tallone d’Achille ed allo stesso tempo la mia forza, la mia arma mentale; se si assume una prospettiva realistica riguardo al futuro, non si può che averne paura dal punto di vista delle possibilità che una società precaria come la nostra concede.
- Parli anche dell’ingiustizia politica, dell’immigrazione, della corruzione religiosa oltre che della droga. Che consigli dai a chi ti ascolta per migliorare questa realtà? Cosa intendi per “La mia mente è sempre stata mezza pazza, ma avevo un sogno in più della gente di quella piazza”?
Questa frase riguarda l’ambizione a fare qualcosa di più, il bisogno di colmare le distanze fra le persone che vivono a un cm da te, ma che ignori: la piazza per me è l’emblema di quel periodo dove avevo un po’ gettato la spugna, ed altri con me, e dove il nichilismo antisociale era diventato un po’ un paravento; io credo che nel proprio piccolo sia necessario fare di tutto per non buttare nel cesso la propria vita, nel non cadere nelle dinamiche dell’uomo moderno, così pieno di confort e così poco padrone di se stesso.
- Come trai ispirazione per scrivere i testi? O per creare gli strumentali?
Sono molto caotico nel mio modo di scrivere e produrre: a volte mi scrivo delle rime in macchina, dove mi succede di passare molto tempo, a volte sento un campione e stendo una bozza del beat, ci scrivo sopra, registro subito (ho lo studio a casa mia) e poi arrangio,correggo ,etc..sono uno specialista del cambiare le rime all’ultimo: roba che il giorno del master ho fatto togliere la terza strofa a “Lasciarsi ed andare” perché non mi convinceva, oppure riregistravo interi pezzi un’ora prima di andare in studio..diciamo però che mi trovo molto bene nel mio caos interno!
- All’interno del tuo album, a differenza delle tendenze attuali, ci sono solo quattro collaborazioni. Bassi Maestro, Asher Kuno, Gue Pequeno e Zampa. Per le produzioni invece, ti sei affidato a Shocca, Don Joe, Mister Cocky, tuo fratello Big Edo, Rayden, Mace e Mondo Marcio. Come sono nati questi featuring e come ti sei trovato a collaborare con loro?
Tutti loro sono in una certa dose amici, gente quantomeno con cui ho collaborato più volte, e che apprezzo artisticamente; in un altro album mi sarebbe piaciuto fare più collaborazioni, ma in questo disco volevo tenermi lo spazio necessario,dopo tutti gli anni di inattività
- Quattro produzioni dell’album sono affidate a….Jack The Smoker. Si, perchè Jack The Smoker è anche un produttore. Quando nasce questa passione per la produzione?
Dal primo giorno che Mace ha comprato il pc! Io ancora non lo avevo e guardavo lui usare i vari programmi; ho sempre avuto la volontà di produrre fin dal giorno 1, ma negli anni ’90,oltre ad essere un pischello senza soldi, era molto difficile in generale procurarsi le attrezzature; appena ho preso il pc,mi pare poco dopo “L’alba”, mi ci sono messo, fino ad incidere il disco con Zampa
- Possiamo definire Bassi Maestro come il tuo mentore. Puoi dirci cosa ti ha insegnato e come è nata la vostra amicizia e collaborazione artistica. E in generale con la scena hip hop italiana che rapporto hai?
Ero nel suo studio per registrare dei pezzi prima de “L’alba”, il tutto deve essergli piaciuto, da lì abbiamo iniziato a collaborare non stop in tutti i suoi lavori, e l’amicizia è venuta fuori chiaramente in questo contesto; devo dire che in generale con la gente dell’ambiente ho avuto solo qualche screzio minuscolo, nell’ordine di uno o due in tutti questi anni, ma vado davvero d’accordo con tutti, non me ne frega neanche più di tanto, la cosa bella è che abbiamo tante realtà con cui abbiamo stretto amicizia, in particolare coi vari di Torino, Verona, Varese, Bergamo ed altre.
- Cosa ti aspetti dall’album e quali sono i riscontri che hai ottenuto dagli ascoltatori fino ad ora?
Mi aspetto molto in termine di suonare in giro, ed infatti qualcosa si è mosso, stiamo abbastanza in azione, e poi mi piacerebbe che nel suo piccolo il mio disco possa dare inizio ad un approccio al rap più basato sulla quotidianità, sull’importanza della conoscenza come strumento per non prenderla nel culo; non avendo una distribuzione il disco si muove comunque bene, ed i riscontri sembrano tutti molto positivi..difficile però venire a dire il contrario in un’intervista!
- Visto che da un album all’altro sono passati sei anni, è presto parlare di progetti futuri o hai già in mente qualcosa?
Meglio non dire nulla!
- Che cosa è importante per te nella vita e che consigli dai a giovani che vogliono fare musica in Italia?
La mia donna e i miei amici,da quelli con cui cazzeggio a quelli con cui mi confido , il mio studio, le mie NinnaCanne, le Tennent’s, Internet; non mi sento di consigliare nulla se non non fatevi consigliare troppo da chi ha la verità in tasca, e cercate di non copiare nessuno, più che altro perché poi non vi caga nessuno se siete gli ennesimi cloni di una cosa già uscita.
Bene Jack, Grazie mille per la disponibilità e in bocca al lupo!
Ricordiamo che per comprare il tuo disco basta mandare una mail a ordini@jackthesmoker.com, arriva direttamente a casa al costo di 12,00 euro! Si può acquistare anche su Itunes e nei negozi di musica. E’, inoltre, possibile acquistare anche le magliette al costo di 15,00 nella stessa modalità. Per ulteriori info: http://www.myspace.com/jackthesmoker
COMPRATE !!!
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“A mad tea Party” News!
Altro personaggio della scena italiana che merita rispetto!
Raggazzi sostenetelo perchè davvero una persona con i coglioni!!
Grande Smizi!
Gran bella intervista, piùprofonda e dettagliata di altre! Complimenti WSF!