L’hanno definito il “Miracolo Italiano”: lui è Fabio Musta, il primo produttore nostrano ad essere firmato da una label americana.
From The Court ha avuto l’occasione di scambiare qualche parola con lui.

Fabio Musta - logo

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- In “Passport” hai avuto l’occasione di lavorare e confrontarti con “pezzi grossi” dell’hip hop: raccontaci di soddisfazioni, pensieri. La realizzazione del tuo progetto…
È stato molto interessante e costruttivo poter lavorare con tutti gli artisti presenti sul mio album, molti di loro sono stati un riferimento per me e la mia musica quindi potrai immaginare l’entusiasmo con il quale ho affrontato la realizzazione di questo progetto.
Oltretutto, aver firmato con Babygrande, come tu potrai immaginare, per me è stata una grande soddisfazione. Quando ho iniziato a a lavorare a “Passport” avevo già l’obiettivo di proporre questo lavoro ad un’etichetta statunitense, ma francamente non avrei mai pensato di poter arrivare ad attirare l’attenzione di una label importante come Babygrande.

- Il producer italiano nella Grande Mela: come sei stato accolto dalla scena newyorkese?

Decisamente con molto stupore. Molte critiche positive, l’uscita dell’album ha fatto abbastanza rumore, ed ovviamente c’è stata anche qualche critica negativa di persone che non hanno gradito che fosse proprio un italiano ad aver firmato per la Babygrande…

– Descrivici un po’ le differenze tra Italia e USA nella considerazione del genere musicale, nel significato che questo assume e nell’etica lavorativa.

Negli States l’hip hop è la musica popolare, se dovessi fare un paragone l’accosterei alla musica neomelodica a Napoli… L’hip hop in Italia è una cultura che non ci appartiene ma che stiamo facendo nostra, ed ovviamente non ha gli stessi riscontri che negli Stati Uniti.
Per quanto rigurda l’etica lavorativa, devo dire che gli americani hanno uno spiccato senso del business, sono molto precisi e professionali e soprattutto non si perdono in troppe chiacchiere.

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- Chi ti ha ispirato professionalmente? Il tuo “faro musicale”…

La mia ispirazione proviene da mostri sacri come Pete Rock, Premier, Diamond D, Large Professor, e tanti altri. La maggior parte tutti producer della vecchia scuola, sarà perché è il suono degli anni in cui ho iniziato, a cui sono rimasto molto legato.

– Come nasce un tuo pezzo, da dove trai ispirazione e spunti?

Mah, ti dirò, di solito mi chiudo nel mio studio ed ascolto un mucchio di dischi finché non trovo il sample giusto, il suono che più rappresenta il mio stato emotivo in quel particolare momento.
Molto spesso finisco per campionare dischi che ho ascoltato e riascoltato, e magari in precedenza non mi avevano ispirato. Altre volta mi capita anche di iniziare a lavorare su un pattern di rum, e poi flippargli su un sample.

- Italia Vs USA, tiriamo le somme: the winner is…?

La risposta è abbastanza scontata, senza dubbio gli Stati Uniti.

- Fabio Musta MC: un ruolo del tutto abbandonato o possibili ritorni sul microfono?

Per il momento non sento la necessita di esprimermi come MC, sono pienamente appagato dal mio lavoro di beatmaker, ma non escludo che un giorno possa tornare a  fare il rap… Non si sa mai nella vita.

- Parlaci del BlackBamboo Studio, il suo ruolo nella tua vita.

Il BlackBamboo studio rappresenta per me la realizzazione di un sogno, ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione della mia musica.
Quando ho iniziato a fare il rap agli inizi dei ’90 lavoravo veramente con pochissimi mezzi, avevo 2 giradischi, un registratore 4 piste su cassette ed in seguito comprai un Roland DJ70… Negli anni ho investito tutti i miei risparmi nella realizzazione del  mio home studio, con l’ambizione di creare un posto dove poter curare tutte le fasi della produzione della mia musica. Mi ha sempre affascinato lavorare sui mix, e per questo ho anche studiato come fonico, iniziando così  a lavorare nel mio studio anche a progetti di altri artisti. Attualmente lavoro come fonico anche in un altro studio hi-end : il BPM Recording ad Agropoli.

- Progetti futuri: ancora USA o ritorno in patria?

“Passport” per me rappresenta un nuovo punto di partenza, sto già iniziando a pianificare un nuovo lavoro con artisti americani e tante collaborazioni, non escludo però di produrre anche altre cose con MC italiani.

- Se non avessi scelto la via musicale, cosa saresti ora?

Non saprei… Non riesco ad immaginare la mia vita senza la musica :)

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- Consigliaci ora qualche artista (magari emergente) da tenere d’occhio…

M-Dot di Boston, che tra l’atro ha anche origini italiane e Substantial di Baltimora che potete trovare anche in “Passport”.

- Perfetto Fabio, è tutto!

Ringrazio Antonio Napoli per aver curato insieme a me la produzione esecutiva di “Passport”, Dario Core per la collaborazione, SoulShine, Eko 121, Parallel Skate Shop, Luispak, e tutti quelli che mi hanno supportato in questa mia impresa e continuano a farlo.

Peace!

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Ricordiamo che “Passport” è in vendita in formato digitale su iTunes Store (link), oppure è possibile ordinare la copia fisica all’indirizzo http://www.fabiomusta.com/store al prezzo di € 13.99 + s.s. .

Le foto presentate in questo articolo sono di “Elementi Creativi”.

Links & Info:

www.fabiomusta.com

www.myspace.com/fabiomusta

Booking: Dario Correale (dario@bpmrecordings.it)

One Comment

  1. sktktt

    big up fabio

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