- Emis Killa: l’intervista!
Questa settimana abbiamo avuto l’occasione di fare qualche domanda al giovane rapper milanese Emis Killa sul suo mixtape, sui suoi interessi e sui progetti futuri.
Buona lettura!
- Partiamo dall’inizio, dalle origini. Chi è Emis Killa? Un rapper, uno zarro o entrambe le cose?
Un tempo uno zarro, ora entrambe le cose! Non mi sento soltanto uno zarro, ma neanche soltanto un rapper. Sono un rapper zarro e tanto altro, come ognuno di noi credo, nessuno è in grado di classificarsi in sole 2 parole.
- Come è nata la passione per l’hip hop? E cosa ti ha spinto o chi ti ha spinto ad intraprendere questa strada?
Mah… è nata in modo assurdo! Incontrai un amico per strada che stava ascoltando un disco di rap italiano, e qualche giorno dopo un altro mio amico aveva un altro disco rap italiano in macchina, mi feci passare quelle canzoni e incominciai a scaricarmene altre fino a diventarne un appassionato, e dopo 2 anni (a 15/16) ero talmente infottato che ho iniziato a farlo anche io. Il motivo per cui iniziai è perche ero in un periodo di disagio mentale e i rapper che ascoltavo mi sembravano disagiati almeno quanto me, quindi mi sentivo a casa!(ride).
- Nonostante gli scettici e i critici sei riuscito ad emergere e a farti un nome. Quanta è stata dura la strada da percorrere e quali sono stati gli ostacoli da affrontare?
Sicuramente non è stato facile, e non lo è tutt’ora, poiché c’è ancora tanta strada da fare, ma la voglia non mi manca mai! La difficoltà degli ostacoli che affronti è proporzionale alla voglia e la costanza che hai nel fare le cose, io sono una persona determinata (fortunatamente), quindi sono contento di trovarmi di fronte a degli ostacoli, mi stimolano a migliorare, per esempio ho iniziato facendo freestyle in mezzo a gente che mi guardava come un alieno per via del mio abbigliamento e della mia personalità, ma sono diventato campione italiano dopo neanche 2 anni che lo facevo. Il passo successivo è stato imparare a scrivere i testi e a diventare bravo anche in quello, e dai riscontri che ho avuto con Ketamusic, da parte del pubblico e i rapper sulla scena si direbbe che ci sto riuscendo. Ora ciò che va fatto è impegnarsi nel fare buona musica, e gli ostacoli sono 1000 anche qua, vedremo come andrà lo step successivo.
- Nel 2008 sei entrato a far parte della Blocco Recordz, cosa ha significato per te?
Tanto, ha significato in primis avere un gruppo di persone con più esperienza di me che mi aiutano nel fare le cose al meglio possibile, e comunque sia al di la del bel rapporto che abbiamo in crew, fa sempre comodo avere il culo parato da qualcuno che di sua volontà ti stampa il disco e si occupa di tutto ciò che ci gira attorno, non lo fa più quasi nessuno, e per noi è importante essere organizzati anche su quell’aspetto.
- Prima della Blocco Records hai fatto parte della Funk Ya Mama, che rapporto hai avuto con loro e come sono andate le cose?
Non molto bene, partendo dal fatto che entrai a far parte della Funk Ya Mama senza neanche saperlo. Un giorno venne uno di loro al muretto a Milano dove io uscivo a fare freestyle ,dicendomi “bella Emilietto sei in Funk Ya Mama”. Io avevo si e no 17 anni quindi non feci nessuna questione e dissi “ok bella storia”, poi però mi resi conto che era abbastanza inutile come cosa, in 1 anno circa in cui facevo parte dell’etichetta non abbiamo fatto uscire neanche un pezzo, o non ho mai fatto un live, cosi senza pensarci 2 volte presi la mia decisione e me ne tirai fuori.
- Da circa un mese è uscito Ketamusic, un mixtape di 18 tracce con varie collaborazioni. Che riscontro ha avuto e che riscontri speravi di ottenere con questo tuo lavoro?
Ha avuto un ottimo riscontro, ho ottenuto tante attenzioni sia dalla gente sotto il palco che da quella sopra, mi ha aperto un po’ di strade, stanno saltando fuori delle belle date e ho avuto occasione di iniziare un rapporto collaborativo con altre persone dell’ambiente che si sono interessate a me, vedremo i frutti di tutto ciò con il tempo, sperando in bene.
- Come detto, sono varie le collaborazioni presenti sul disco. E tu, sei al tuo primo lavoro. Cosa hai imparato dalla gente con cui hai collaborato e come sono natte queste collaborazioni?
Sono nate tutte da un rapporto di amicizia/stima artistica reciproca, e ho imparato un po’ da tutti loro, qualcosa da ognuno, ma questo non nel momento in cui abbiamo collaborato, parlo di qualche tempo fa in varie situazioni, sopra e sotto il palco.
- Nei tuoi prossimi lavori, con chi ti piacerebbe collaborare?
Preferisco non fare nomi,verrà quel che deve venire.
- In un pezzo dici che i rapper dicono le stesse cose dal 97. Cosa pensi della scena italiana?
Che ha bisogno di una rinfrescata, e fortunatamente sembra che le cose stiano andando cosi finalmente, sono sempre meno quelli che dicono “oh che merda sto Emis, ascoltati i Sangue Misto”, anche se c’è ancora tanto lavoro da fare per quel che riguarda questo aspetto. Siamo l’unica nazione dove c’è un sistema discografico che fa cosi cagare se parliamo di rap. In Italia rompono il cazzo se nei pezzi te la tiri e ti autocelebri, il termine”autocelebrarsi”è italiano, in America non esiste neanche perche l’hip hop è fatto di quello, e il fatto che siamo una nazione europea non ci giustifica. In Francia le cose vanno da dio per i rapper, e anche in Spagna, in Germania, in Inghilterra e via dicendo le cose vanno meglio che in Italia, perche li non esistono sti 4 punk a bestia che per fare gli alternativi fanno e supportano soltanto musica di merda ,o musica che non rispecchia più gli anni in cui viviamo. Li c’è una vera mentalità al passo con i tempi, se tutta la gente che dopo che leggerà questa intervista, anziché dire “che coglione sto Emis Killa, mi sta sul cazzo”, dicesse “boh forse ha ragione proviamo a supportare anche gli artisti moderni e vediamo cosa succede” magari qualcosa cambierebbe, voglio dire, più loro dicono “zarro di merda” più io dico “w gli zarri”, e questo discorso penso che valga per tanta gente che fa musica. O ci si viene incontro, o si resta in questa situazione di conflitto tra pubblico/artisti ,che è una cosa assurda.
- E la scena italiana cosa pensa di te? Dopo i pregiudizi e le critiche, il pubblico e gli artisti cosa pensano di Emis Killa? Sono usciti ad andare oltre ai pregiudizi che c’erano sul tuo conto?
Si sicuramente, tanta gente mi dice “pensavo male, invece sei un grande”, poi c’è anche chi è a posto da subito e non ha pregiudizi, o viceversa c’è chi ce li ha ancora e la penserà sempre cosi. La scena degli artisti invece con me è sempre stata super rispettosa, non ho mai avuto nessuna discussione con nessuno dei rapper che tutti voi ascoltate, anzi,sono sempre stato riempito di complimenti e stima da parte degli artisti del nostro paese ,e questo non può che farmi piacere, poiché per me ha peso il parere di chi fa ,non quello di chi parla da dietro il pc.
- In un tuo pezzo dici che tua mamma inizia a farti cantilene sul fatto che con la musica non campi bene. Che tipo di rapporto c’è con i tuoi? Ma sopratutto i tuoi genitori che rapporto hanno con la tua musica?
Si, mia madre mi fa le “cantilene” nel senso che mi ricorda che magari sarebbe meglio lavorare intanto che faccio musica, non si sa ma come finisci sta cosa. Comunque con i miei ho sempre avuto un buon rapporto soprattutto con mio padre che è venuto a mancare proprio in questi giorni purtroppo… lui era un concertista, e secondariamente un pittore, quindi un amate dell’arte a 360 gradi. Mi ha sempre sostenuto in tutto quello che faccio, perché a differenza di mia mamma poteva capirmi a pieno. Ma anche mia mamma comunque sia non è mica scontenta, anzi se la tira con le sue colleghe quando finisco su qualche giornale (ride).
- Hai intenzione di partecipare ancora alle battle di freestyle o ora, sei interamene concentrato sulla stesura dei tuoi nuovi pezzi?
Sto optando per la seconda opzione, nonostante faccio ancora freestyle praticamente sempre e in ogni situazione, ma le battle di freestyle non sono più quelle di una volta. Fa ridere detto da un 20 enne ma vi giuro che è cosi, fino a 3/4 anni fa forse c’era ancora lo spirito delle battle e un interesse più concentrato da parte del pubblico ,poi boh, è come se la gente si fosse rotta il cazzo sia di fare freestyle che di seguirlo, le battle son sempre meno, il livello è sempre più basso, i nomi che spaccano in freestyle son sempre gli stessi, io non ne vedo neanche uno nuovo che ha quel qualcosa in più sinceramente, spero di sbagliarmi.
- Quali sono i tuoi progetti futuri?
Fare un bel disco ufficiale,un prodotto più serio e professionale rispetto Ketamusic, che lasci qualcosa all’ascoltatore, anche nel tempo.
- Parliamo per un attimo di moda. Come ti piace vestire? E qual è la tua brand preferita?
Che cazzo di domanda è? (ride). In ogni caso non ho marche preferite, e tanto meno un look fisso. Mi vesto in maniera personale, mi piacciono i vestiti colorati e mi piace abbinarli, mi piace collezionare i New Era!
Grazie per la disponibilità, Emis in bocca al lupo!
un abbraccio a tutti.
Ricordiamo che il mixtape “Ketamusic” è in free-download sul sito della Blocco Recordz, 18 tracce in collaborazione con Michel (MetroStars), Jack the Smoker, Rayden, Asher Kuno, Danny LaHome, Kennedy, Duellz, Cecilia, Dj Nais, G.Soave, Vox P, Ill Freddo e Fedez.
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Giorgia
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