Prima di Natale è uscita la sua ultima fatica, “Il Tempo Necessario”.

Lui è Mirko Kiave, che ha scambiato qualche impressione con From The Court.

- Partiamo dal titolo:”Il Tempo Necessario”. Per quali motivi?

Perché in un’epoca in cui le persone tendono a forzare, ad arrivare subito dove ancora non sono pronte per stare, in cui la smania di successo e d’apparire avvolge la nostra arte, penso che l’unica soluzione sia fermarsi a riflettere e prendersi il tempo necessario per fare le cose che vanno fatte… farle come si deve! Poi il tempo è anche, insieme allo spazio e alla casualità, una delle categoria necessarie per la vita dell’uomo!

Il titolo ha vari significati, ognuno può incollare sopra esso quello che ritiene “necessario”.

- Un tema ricorrente è quello dell’evoluzione, del cambiamento. “Non rivoluzioni se non ti rivoluzioni” ne può essere una sintesi: spiegaci un po’ il tuo punto di vista. E’ solo questione di crescita personale e anche un invito nei confronti della società nel suo insieme?

Io penso che se si vuole cambiare qualcosa in questo mondo che fa acqua da tutte e parti, bisogna partire dalle singole cellule, e le singole cellule del “mondo” siamo noi esseri umani; di conseguenza non puoi pensare di cambiare le cose o fare la rivoluzione (parola che ultimamente è molto inflazionata grazie al fantastico intervento dei mass media) se prima non cambi te stesso e non rivoluzioni la tua mente, poi la tua stanza ecc ecc… è una crescita, si parte dal basso.

- Altro concetto che emerge: l’ossessione di molta (troppa) gente per la celebrità, il successo a tutti i costi. Arrivare a più gente possibile non è il mezzo ma il fine. Perché non ci si accontenta più della propria identità, di ciò che si ha costruito nel proprio piccolo attorno a se stessi, ma anzi c’è questa corsa disperata al “tutto e subito”? Solo questione di cash?

Non penso sia più solo questione di cash, ma la questione è che le distanze si sono accorciate. Nel senso, ormai la gente si crede VIP perché i propri post su Facebook hanno molto seguito, o le proprie foto fanno scalpore: nell’era dei tronisti, del Grande Fratello, in cui qualcuno diventa un personaggio televisivo senza fare un cazzo, senza avere un briciolo di talento o senza riuscire a trasmettere qualcosa, è tutto più semplice. Di conseguenza chi fa musica, secondo me, subisce inconsciamente il fascino dell’apparire, perché vede che qualsiasi mentecatto palestrato ormai firma autografi, allora si chiede: “Ma perché io devo rimanere nell’underground mentre questi fanno vita da star?” e li: ecco fatto… si cerca il successo, ci si mette a novanta pur di avere un passaggio in tv, si cerca di spompinare le persone giuste per avere visibilità. E’ l’era della popolarità a basso costo, cosa ci si può aspettare da chi usa la musica solo apparire e non per trasmettere?


- Continua la saga delle tracce intitolate “C.S.”. In questo album troviamo C.S.7 (Contro Staticità). C’è un filo conduttore tra tutti questi pezzi, hanno un significato particolare che ci puoi rivelare?

Certo che c’è… sono tutti pezzi dedicati alla mia terra d’origine, Cosenza.
Il mio progetto è arrivare fino ad un certo numero, e poi raccoglierli tutti in un album unico, ma non aggiungo altro…

- “Quando Rimo” è una vera e propria ode al ruolo dell’Mc. Come sei finito a rappare e cosa ti spinge a farlo?

E’ una necessità, col tempo diventa qualcosa di biologico, devi farlo, altrimenti il tuo carattere muta, anche il tuo corpo ne risente e si abbandona ad inutili tensioni nervose e muscolari…
Fare l’mc non è come fare il cantante o il turnista, fare l’mc è qualcosa che va al di là, è qualcosa che ti prende ogni secondo della giornata, non puoi essere mc solo quando fai il rap, devi esserlo sempre, in modo tale da poter ingabbiare sensazioni e fotogrammi che poi saranno i tasselli dei tuoi pezzi…

- Cosenza, la Calabria, il Sud (o South Side, come citi in Momento Cruciale). Raccontaci quello che vedi quando sei a casa…

Vedo tanta voglia di crescere, di mettersi in mostra, di guadagnare e ritagliarsi uno spazio all’interno di una nazione che spesso tende all’autosgretolarsi.
Spesso vedo tante cose che mi danno fastidio, e penso sia sbagliato da parte mia prendere come oro colato tutto ciò che viene da giù, perché spesso la causa di questo dividersi fra nord è sud è proprio la chiusura mentale di alcune persone che vivono nella mia terra… ma dall’altra parte vedo tanti tanti talenti, e la cosa che più mi fa sperare è che giù, ancora, sopravvive la concezione che l’hip hop sia un unica macchina formata da 4/5 discipline che si muovono insieme. Io spero tanto che i talenti della mia terra sviluppino un minimo di mentalità imprenditoriale, nel senso più semplice e puro che la parola presuppone, in modo tale da arrivare anche in zone diverse, dove comunque si parla la stessa lingua, magari intervallata da un accento o un dialetto diverso, ma sempre la stessa lingua è.


- Produzioni: notevole uso di strumenti suonati oltre ai sample. Perché questa scelta?

Perché arrivi a un bivio quando hai già fatto i dischi cosiddetti “classici”: o ti butti sul crunk e su quei suoni di plastica che vanno adesso nei club, o cerchi un altra soluzione: io penso che il rap suonato, se mantiene sempre uno scheletro di campioni, sia la nuova frontiera… ora siamo pronti per farlo. Abbiamo i musicisti che ascoltano rap e sanno dare un suono rap al tutto… e poi, fondamentalmente, è davvero divertente mettere gli strumenti sui sample.

- Raccontaci un po’ del tour, dove sarai e con chi nel prossimo futuro.

Sarò in giro prevalentemente con Macro Marco, e molto spesso con Ghemon, Blue-Nox Academy nel posto.
Le date escono man mano (
le trovate aggiornate su www.myspace.com/mirkokiave, ndr), ma spero proprio di toccare tutti i punti dello stivale.

- Ci saranno video tratti dai singoli?

Ci stiamo lavorando proprio in questi giorni :)

Per chiudere, voglio ringraziare tutti quelli che come voi fanno interviste e articoli intelligenti, in un momento in cui la stampa è davvero in crisi e il tuo disco viene recensito senza nemmeno essere ascoltato. Tutti i producer che mi mandano beat e tutti i ragazzi che mi scrivono sui vari social network, vorrei rispondere a tutti ma spesso non ne ho il tempo. Logicamente tutti quelli presenti in questo disco, per l’amicizia e limpegno.

Venite ai live e comprate i cds originali, ma non per supportare, non vogliamo elemosina, comprateli se amate la nostra musica e volete ascoltarla con un supporto decente e con dei progetti grafici curati.

Per acquistare il cd de “Il Tempo Necessario” basta andare su: www.mirkokiave.com/products-page, dove troverete anche i lavori precedenti e le T-Shirt. Per l’acquisto in formato digitale da iTunes questo è il LINK.

Myspace: www.myspace.com/mirkokiave

Twitter: twitter.com/mirkokiave

Facebook: http://www.facebook.com/pages/Mirko-Kiave/43373561514

Tutte le foto presenti in questo articolo sono di Adriana “Abbry” Abbrescia: http://www.flickr.com/photos/abbry/

11 Comments

  1. Grabbi

    Grande Kiave! continua a fare quello che stai facendo e sopratutto nel modo in cui lo stai facendo, perchè ci sono persone qua fuori che prendono spunto dalle tue canzoni e dai tuoi testi per diventare persone migliori!

  2. Dado

    si grande anche per i concetti che esprimi, e sopratutto il fatto di cambiare tè stesso per cambiareil mondo… è una cosa che sto cercando di fare da tempo.. e funziona!

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