Questa settimana abbiamo avuto la possibilità di intervistare Diacca, giovane rapper milanese agli inizi della sua avventura con l’Hip Hop.

    Buona lettura!

    - Ciao Diacca, partiamo dall’inizio: Raccontaci qualcosa di te, dell’esperienza con il tuo precedente gruppo, la DScrew.Da dove arriva il tuo nome artistico? Come nasce la tua passione per l’hip hop ?

    Bella, innanzitutto grazie per lo spazio e l’intervista.
    La passione per questa cultura nasce fin dalle medie, al liceo ho vissuto una fase della mia vita nella quale, nonostante ascoltassi rap e scrivessi, ho frequentato altri ambienti. Dopo questa parentesi, nella quale si può dire che facevo camminare corpo e cuore in due direzioni diverse, ho riconciliato me stesso iniziando un percorso con due amici: Syto e Flubber. Con loro ho deciso di provare a farlo. Fu un periodo bellissimo: le prime canzoni registrate in casa, i primi live, le prime esperienze. Non lo dimenticherò mai. La collaborazione con Syto continua tutt’oggi. Il mio nome d‘arte “Diacca” non è altro che un tributo allo stile di vita che mi rappresenta e che sento scorrere dentro di me, la doppia H, l’ hip hop.

    - Nel 2008 hai incontrato Jack the Smoker e qualcosa cambia: Decidi di intraprende una carriera da solista. Come nasce questo vostro rapporto che ti ha spinto ad affidare a lui tutte le produzioni di “Musica Veleno”?

    Io e Jack ci siamo conosciuti per caso fuori da un locale qui a Milano, lo stimavo come artista, ho avuto il piacere di instaurare con lui un’amicizia. In quel periodo stavo pensando a un lavoro personale e ho affidato a lui la produzione di “Musica veleno”. Sono onorato di aver collaborato con lui di affiancarlo come spalla in alcuni suoi concerti e di aver conosciuto una grande persona oltre che un grande artista.

    - Nel tuo primo album sono presenti numerosi featuring: Jack the Smoker, Rayden, Asher Kuno, Bat One, Nasty G, Syto, Piè e Cecjlia. Come sono nate queste collaborazioni e come ti sei trovato a lavorare con loro?

    Il featuring con Syto è frutto dell‘amicizia e delle collaborazioni che ci legano da anni. Anche “Routine”, la traccia con Piè, nasce da conoscenza e lavori precedenti. Le collaborazioni con Kuno, Bat, Nasty G e Cecjlia sono state la conseguenza di stima artistica e personale sviluppata in modi diversi con ciascuno. Ho sempre sentito un affinità musicale molto forte con Rayden nonostante allora non lo conoscessi personalmente, affinità concretizzatasi in “Castelli di carta” anche grazie alla partecipazione di Jack. Mi sono trovato benissimo con tutti.

    - L’album è fuori da un anno. Quali sono i riscontri che hai avuto dai fan? Hai avuto modo di confrontarti con altri artisti? Come ti collochi all’interno della scena italiana? Che rapporti hai con gli altri artisti?

    All’uscita di “Musica veleno” ero un perfetto sconosciuto, uno dei tanti, dei troppi, che metteva il suo disco in free download e che sperava che girasse il più possibile. Il passaparola e internet mi hanno permesso gradualmente di arrivare alle orecchie di un maggior numero di persone. So che vengo classificato come “emergente” ma non so quale sia il passo che differenzia un emergente da uno che è emerso. So di essere preso in considerazione da alcuni forum e siti ma non da tutti. So di essere seguito sui miei canali ufficiali, ma non so neanche se certi artisti sappiano chi sono. So che nell’ultimo live che ho fatto alcune persone sapevano le parole delle mie canzoni, ma non so quante non le sapessero. Io continuo a fare il mio rap senza pretendere niente ma sperando in tutto. Ho ancora tanto da dimostrare per sentirmi parte integrante di tutto questo, sono nel pieno della gavetta!

    - Parliamo un po’ del tuo album: Come mai il titolo “Musica Veleno”?

    La musica aiuta a vivere, il veleno aiuta a morire, questa contrapposizione rende bene l’idea e da la giusta immagine dei contenuti che racchiudo nel disco. La musica mi salva ma nello stesso momento mi mette davanti tutto ciò che mi fa male.

    - In “Musica Veleno” ti racconti, ti descrivi, ti presenti. Come nel pezzo D.I.A.C.C.A. nel quale mediante un acronimo trovi aggettivi che ti rappresentano. Come questa scelta di “confidarci” ogni componente della tua vita?

    Quando scrivo, scrivo di me, di quello che sono, di quello che vivo, di quello che sento e lo faccio sia per sfogarmi e confidarmi e sia perché penso e spero che le persone che ascoltano possano rispecchiarsi nelle mie parole. Il mio amore per il rap è nato proprio da questo, quando avevo le mie paranoie in testa ascoltando questa musica mi rendevo conto di non essere solo.

    - In generare quali sono le tue aspirazioni, i tuoi valori?

    Sto leggendo un libro nel quale il protagonista si isola dal mondo materiale, dallo stato, dalla società, va a vivere nei boschi e scopre quanto l’uomo possa essere felice anche se materialmente possiede solo il minimo indispensabile. Nel libro risaltano due concetti fondamentali: uno è che l’uomo può essere l’artefice del proprio destino nel momento in cui decide di prendere la propria vita in mano e l’altro è che l’uomo in condizioni di povertà materiale può imparare ad apprezzare le piccole cose. Questi due concetti mi stanno molto a cuore, non ambisco a vivere povero ma ambisco a saper apprezzare il giusto senza mai dare nulla per scontato. La metafora racchiusa in questo libro è vicina al mio modo di pensare. La mia aspirazione sarebbe quella di andare a vivere nel mio “bosco”, la musica.

    - Canzone molto significativa è “Controsensi” in cui tratti problematiche all’ordine del giorno dei giovani d’oggi e della società che ci circonda. Tu come combatti questi controsensi?

    Penso che siamo arrivati ad un punto dove combatterli con il fine di vincerli sia diventato utopistico. Ci possiamo limitare a combatterli ma con rassegnazione. Io i controsensi li tengo a bada con la terza via. Davanti ad un bivio ci si può inventare una terza strada con la mente ma poi quando si tratta di camminare sulla terra le possibilità sono due. Nella canzone parlo di problematiche che ho anche io ad esempio la paura del futuro. Questo futuro mi si presenta davanti da una parte con un lavoro che sto mettendo in pratica ma di cui non mi interessa nulla e dall’altra con degli studi che mi interessano ma che non so se metterò poi in pratica. Queste sono le due strade che percorro e che mi angosciano ed io me ne sono inventata una terza: la musica, che è l’unica che mi riempie il vuoto che ho dentro ma che è anche l’unica che non mi riempirà mai la pancia.

    - Ascoltando il tuo album è percepibile un sentimento che invade quasi tutte le canzoni, una specie di romanticismo ma a volte risulta malinconico. Quanto influisce l’amore nella tua musica?

    I sentimenti forti in generale sono quelli che condizionano maggiormente la vita di tutti. Nel momento in cui mi trovo a scrivere sono questi a muovere la mia mano.

    - Solitamente come trai ispirazione per scrivere i tuoi testi?

    È abbastanza confuso il modo in cui scrivo. Mi segno qualsiasi cosa mi colpisca, la frase di un libro, di un film, una sensazione che provo, un gioco di parole interessante sulle note del cellulare, sui mille fogli di carta che girano sulla mia scrivania o sul computer. Può anche capitare che un testo nasca di getto. Per le nuove rime ho tirato fuori dal cassetto un quaderno che ha un significato particolare e sto scrivendo tutto li -magari porta bene!- Solitamente l’ispirazione arriva dopo la metabolizzazione della sensazione che voglio descrivere, è un passaggio naturale come quello che trasforma la rabbia in sofferenza o l’eccitazione in felicità.

    - Hai anche realizzato un video per “Il club dei persi” , singolo prodotto da Rayden. Ci chiedevamo cosa significa fare parte del Club dei Persi? E come procede il tuo viaggio verso “il futuro nella musica“?

    È uno stato mentale, chiunque può far parte del “Club dei persi”, chiunque si rispecchi nelle parole della canzone e veda il mondo da quella prospettiva. Chiunque sa di avere un terzo di destino già scritto ma che è pronto a scrivere gli altri due terzi con questa mentalità. Il mio viaggio prosegue proprio cosi. Sto cercando di seminare il meglio che posso dare nel campo del rap sperando di raccoglierne un giorno i frutti.

    - Oserei affermare che “EP birthday”è frutto di tutt’altri sentimenti a partire dagli strumentali stranieri, sono presenti rime che riflettono il livello politico degli italiani, la qualità dei personaggi che i media ci impongono, le numerose citazioni agli artisti che dominano la scena italiana. Come mai questo cambiamento?

    Non lo definirei un cambiamento, semplicemente ho molte cose da dire. “Musica veleno” è stato un lavoro più introspettivo mentre in “Ep birthday” ho sviluppato anche argomenti diversi.

    - Che riscontro ha avuto questo Ep rispetto a “Musica Veleno”?

    “Ep birthday“ è stato sicuramente un lavoro meno curato del disco. Le strumentali sono straniere e non modellate su misura per me come è accaduto per “Musica veleno”. Il risultato per me è stato comunque soddisfacente. Considerando che è un Ep e non un vero e proprio disco, gli apprezzamenti che ricevo sui miei canali e la circolazione delle tracce mi sembrano buoni anche se per ora inferiori a quelli di “Musica veleno”.

    - Che consigli dai ai giovani che vogliono intraprendere questa strada?

    Questa domanda mi è stata fatta anche in altre occasioni e la mia risposta rimane la stessa: io non mi sento ancora nella posizione di poter dare consigli, ma piuttosto di riceverne. L’unica cosa che posso dire è che se una persona ha un sogno lo deve perseguire, se poi ha talento i risultati arriveranno col tempo. Ho incontrato, incontro e incontrerò ancora mille persone che quando dico di fare rap iniziano a scimmiottare qualche “yo yo, bella zio, bella fra‘” banalizzando e stereotipando uno stile di vita che nemmeno sanno cosa racchiude e quanto vale per me e per chi lo vive. Queste persone, nella loro ignoranza, da una parte mi fanno incazzare ma dall’altra mi stimolano a continuare. Non bisogna abbattersi anche se nessuno crede in te o in quello che fai. (Lo dice uno che si abbatte spesso, non sono proprio il genere di persona che può dare consigli: sono il primo a sbagliare.)


    Come nostra consuetudine, chiediamo anche qualcosa in merito agli altri argomenti che trattiamo nel blog ovvero moda e sport.

    - Quanto conta per te l’apparire, l’essere visto/etichettato in un determinato modo? Hai una brand che preferisci?

    Non ho una brand preferita e non mi interessano proprio questo tipo di etichette. Non seguo la moda, prendo quello che mi piace nel mercatino sotto casa come nel negozio hip hop più caro a seconda dei gusti e di quanto è pieno il portafoglio in quel momento (solitamente è sempre sgonfio!!!). “Vesto largo” e se mi vedi in giro mi classifichi come uno che “veste hip hop” ma lo faccio per gusto personale e non per seguire chissà quale moda. (Nella parentesi liceale di cui ti parlavo prima mi ero allontanato un po’ da tutto questo. Stavo più attento alle marche tradizionali, mi ero snaturato ma questo mi ha aiutato a capire ancora di più quella che è la mia vera natura).

    - Segui o pratichi qualche sport?

    Seguo il calcio e amo il Milan al 99 per cento (quell’ 1 per cento che non amo è rappresentato dal suo presidente) e vado in piscina quando ho tempo.

    - Ritornando su “Club dei Persi”: Fai riferimento al telefilm Lost e al film “Fight Club”, ci chiedevamo quali sono i tuoi programmi/film preferiti?

    Amo i film/telefilm che esprimono significati psicologici/sociali/filosofici, che stimolano il cervello, che hanno una metafora profonda dietro la storia. Lost e Fight club sono un telefilm ed un film con queste caratteristiche. Ti potrei fare un elenco di film che amo per questi motivi: quelli dei fratelli Wachoswki, “Un’altra giovinezza“, “Eternal sunshine of the spotless mind” e moltissimi altri.
    Per la tv invece sto cominciando a provare dell’odio: su un canale trovo un leghista che parla da Vespa, su un altro un “telegiornale“ diretto da uno schiavo come Emilio Fede, su un altro ancora Barbara D’Urso che con la demagogia e il moralismo finto rapisce l’animo di casalinghe disinformate, per non parlare di tutta l’informazione manipolata per alimentare terrore, razzismo e quanto di più ignorante ci sia. Qualche programma di intrattenimento o di approfondimento comunque mi capita di seguirlo.

    - Infine, hai in porto qualche progetto? Cosa pensi di fare in futuro?

    Voglio fare un nuovo disco ma con tutta la calma possibile, lavorarci bene, magari un anno intero. Questo è il mio progetto personale più importante, per il resto se ci saranno collaborazioni o quant’altro si vedrà! Mi piacerebbe avere l’opportunità di cantare più spesso dal vivo.

    Bene Diacca, Grazie mille per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

    Grazie a voi, crepi!

    Ricordiamo che sul suo sito ufficiale www.diacca.it possiamo trovare in free download: “Musica Veleno”, “Ep Birthday” e il singolo “Club dei persi”. Sul canale youtube possiamo vedere tutti i video che ha realizzato e per informazioni o per contattarlo lo troviamo sul myspace o su facebook sotto il nome Francesco Pietro Diacca Ruvio e/o con la pagina per i fan: “Diacca“.

19 Comments

  1. Lulu

    Ma questo da dove arriva????
    E' un grande!!!! Di corsa in download….. il singolo con Rayden SPACCA!!!!

  2. dado

    BELLA!!!!

    Avevo sentito qualche pezzo di Diacca e mi ero promesso di informarmi ma…. Bella!

    Bell'intervista! Grande Diacca! SETE DI SAPERE E' UNA BOMBA!!!

  3. bRaiAN

    ommiodio, che cazzo di pezzone non è quello con Rayden!

    Big Up x Diacca!!!

  4. marchino

    MASSIMO SUPPORTO PER I RAGAZZI COME LUI!!!!

    si puo comprare in qualche modo "Musica Veleno"??

  5. Ever_Never

    BOMBA il featuring!!!

    Eh il ragazzo è anche parecchio in gamba!

    Big Up Diacca!

  6. Il_Pan

    Sei semplicemente un grande. Bella Diacca. Sete di sapere, Controsensi, l'inverno, l'opposto tutte canzoni da grande artista. Sosteniamo il buon hip hop italiano!!!

  7. Didi

    NUOVA SCOPERTONA!
    ma è possibile che non si riesce mai a scoprire questi talenti se non attraverso i blog??? E la maggior parte di essi non ne parla perchè non sono "famosi"???

    Grandi White Socks! Questo ragazzo è un genio, oltre che essere un figo pazzesco!

    I beat di Jack the Smoker sono delle bombe e le parole di Diacca rendono le canzoni semplicemente FANTASTICHE!

  8. Victor

    Bomba !!! E' un mito. Di persone umili che spaccano ce ne sono rimaste pochissime ormai. Che sia emerso o emergente gli auguro tutta la fortuna del mondo perchè se la merita, Musica Veleno è veramente eccezzionale, trasuda sentimenti veri ed esperienze vissute. Onore alla doppia H e bella per DH !!!

  9. Sara

    Grande Diacca!

  10. Andree

    eh bravo Fra!!!! in bocca al lupo…e complimenti per l'intervista davvero bella! spero di sentirti presto1 baci
    Andrèe

  11. france

    Da Roma Massimo supporto!

    Daje!

  12. Ever_Never

    Ma verita contorte? Tu e Syto siete dei grandi.

    Oltre alle belle parole delle canzoni, hai una voce davvero formitabile… Jack si è espresso al massimo accompagnandoti in questo album! Poi rilasci un intervista cosi e fai capire che non sei un cazzone…. Ragazzo: Sbattiti e fatti conoscere! Te lo meriti e lo meritiamo noi! ;)

    Bravi WS avete trovato un talento! Grande Diacca!

  13. Il_Pan

    Anche con dscrew seppure all'inizio non era male: Parole nel caricatore, vendetta e vaso di pandora(bella!)

  14. Gigi

    E' sempre piacevole scoprire cose nuove, sopratutto se la qualità è ottima!

    Grande Diacca!

  15. ziiiMa

    <3 Diacca

  16. TuonO

    Sei un grande fra!!

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