- Killa Cali: l’Intervista!
In occasione dell’uscita del suo primo album ufficiale, Killa Cali ci parla un po’ di se, ma soprattutto del suo disco “Miracolo Militante” fuori dal 10 Giugno 2010.
Foto by Daniele Peruzzi
- Il tuo primo album ufficiale ”Miracolo Militante”è fuori da pochissimo: Cosa significa questo titolo? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere agli ascoltatori e cosa speri di ottenere da questo lavoro? Quali sono le aspettative?
Ho sempre coltivato il desiderio di incidere un disco ufficiale. Quando cominciai a concepire l’album circa due anni fa non avevo le idee ben chiare su quello che sarebbe stato il risultato e sicuramente non immaginavo che alla fine sarebbe uscito un lavoro del genere. L’unica certezza era quella di voler unire delle sonorità più fresche a un messaggio socialmente impegnato e cosciente, promuovendo comunque un senso di speranza, un vero e proprio miracolo all’interno del concetto di militanza sociale.
- Nel tuo album sono presenti delle collaborazioni con Nex Cassel, LaMiss, Inoki, Miss Criss, Royal Cionta, Amir. Come sono nati questi featuring? Come ti sei trovato a lavorare con loro?
Da sempre collaboro con i nomi più e meno conosciuti del panorama italiano, ma questa volta ero interessato a chiamare degli artisti che avrebbero apportato al disco un “qualcosa” che io non avrei potuto apportare. Ognuno degli artisti che hai citato, infatti, ha uno stile proprio e una personale interpretazione musicale. Penso alle voci femminili di Miss Criss e La Miss o a Nex Cassel che possiede una forte personalità artistica, facilmente distinguibile. Nel complesso, lavorare con loro è stato spontaneo e allo stesso tempo gratificante. Alcuni tra loro sono dei grandi amici, ma ti assicuro che non c’è stata alcuna “raccomandazione” nella scelta dei featuring, li ho chiamati esclusivamente per la loro bravura e il loro talento e la loro grande disponibilità nel lavorare al progetto è motivo di grande orgoglio per me.
- Le produzioni invece sono state affidate a AleAka, Ochoa, 3D, Strage, Denny the Cool, Rako Alma, Larry Joule, Jack The Smoker, VNG e Prize . Possiamo dire che sono i tuoi produttori di fiducia, come nasce questo feeling? Beat e testi: cosa è che nasce prima?
Sono attratto dalle più svariate sonorità musicali, quindi mi piace lavorare con beatmakers di stampo differente. Rako Alma è da sempre il “mio” produttore e con lui abbiamo un rapporto consolidato negli anni, conosce bene i miei gusti e ci troviamo sempre alla perfezione. Con gli altri producers collaboro frequentemente e quindi ci si trova sempre più in sintonia, AleAka, Prize e 3D, ad esempio, conoscono bene le mie preferenze in fatto di strumentali, possiamo dire che si instaura un filo diretto e spontaneo tra noi. Sicuramente prendo sempre spunto da un beat per concepire un brano, magari assieme al produttore cerchiamo di ricostruire una certa atmosfera a seconda del mood in cui mi trovo in quel determinato periodo.
- Come trai ispirazione per scrivere i tuoi testi?
Ti direi che traggo ispirazione “dalla vita di ogni giorno”, ma sembrerebbe una banalizzazione forzata. Sono una persona a cui piace essere informata su quanto accade intorno a me, dai fatti d’attualità alla vita quotidiana. Credo anche di essere abbastanza istruito e cosciente per poter trarre delle conclusioni piuttosto veritiere da quel che succede. Ovviamente ci metto tanto sentimento, cerco di dare una mia interpretazione personale della realtà che vivo e che osservo, non è sempre detto che sia la chiave di lettura più giusta e non ho alcuna pretesa di ritenerla tale, è semplicemente un mio modo di vedere una determinata cosa.
- Dal tuo ultimo lavoro sono stati estratti due video, “Come il vento” e “Non vado al fresco” ne verranno girati altri e se si, di quale pezzo?
Colgo l’occasione per ringraziare lo staff di Visualdesigners che ha curato l’ultimo video “Non Vado Al Fresco”, credo abbiano fatto un grande lavoro e ci tengo a sottolinearlo. Ovviamente spero di poter avere altri video in uscita nelle prossime settimane, ma ancora non c’è nulla di pianificato, quindi staremo a vedere.
Per vedere “Come il vento” cliccare qui.
- Nel tuo ultimo lavoro tratti molte tematiche attuali. Una è il fattore droga, che viene nominata numerose volte in più testi, in modo particolare in “Omaggi di un fumatore”. Qual è la tua opinione?
Ritengo che la droga sia uno dei mali più grandi dei nostri tempi. Non riesco a rimanere impassibile di fronte a tutte le problematiche che essa causa ogni giorno all’interno delle famiglie e, più in generale, della comunità. Ciò nonostante, non vedo nel ceto dirigente una reale volontà di abbattere questa piaga sociale, c’è tanta ignoranza e poca informazione, una forte tendenza alla criminalizzazione dell’uso di stupefacenti, ma nessuna intenzione reale di voler combattere il fenomeno alla sua radice. Non è forse arrivato il momento di chiedersi (mi rivolgo virtualmente al sottosegretario Carlo Giovanardi) se c’è qualcosa di sbagliato nei mezzi che i nostri governi hanno messo a disposizione della lotta alle droghe? Durante alcuni viaggi in Olanda ho potuto osservare un metodo differente di affrontare la questione, non sempre perfetto, probabilmente con un impatto più forte, ma che parte da un presupposto fondamentale che in Italia nessuno vuole mai considerare: la gente si droga e continuerà a farlo, non sarà una legge più o meno restrittiva a poter estinguere il problema. Partendo da questa realtà di fatto, credo che sarebbe più produttivo creare una serie di strutture apposite nel controllo e nella vendita delle sostanze stupefacenti, dando così un colpo forte alla lotta alla mafia (principale sostenitrice del proibizionismo e prima interessata nella fornitura e distribuzione sul territorio nazionale di sostanze illegali) e creando degli spazi dove il consumatore possa essere informato, consigliato, sostenuto nel suo percorso da personale medico specializzato. E’ importante che ci si impegni verso una completa informazione dei cittadini, già da bambini bisognerebbe conoscere i rischi e le conseguenze derivati dall’uso di stupefacenti. Non voglio dilungarmi ulteriormente, ma so che questo è un argomento delicato, conosco bene il mondo della droga e so che non è mai facile affrontare questo discorso in poche righe. Il brano ‘Omaggi di un fumatore’ tratta l’argomento delle droghe leggere, più precisamente dell’hashish e della marijuana, di cui sono stato un assiduo “degustatore” in passato. Non è mia intenzione quella di invogliare all’uso e consumo di tali sostanze, ma è palese che bisogna differenziare tra una canna e il resto delle droghe. Parliamo di due pianeti completamente differenti e credo che chi vive a contatto con il mondo dei tossicodipendenti lo sa benissimo.
- L’argomento più ricorrente è il tuo giudizio sulle tematiche politico-sociali che ci coinvolgono in questo periodo storico: La disoccupazione, la crisi, la politica e l’immigrazione. In generale si afferma che i giovani non reagiscono di fronte a queste problematiche, che evitano di dare un giudizio sulla situazione politica che ci rappresenta. Tu cosa ne pensi?
Io penso che il 30% dei giovani è disoccupato. Molti di loro sono pienamente istruiti, con diploma di maturità o, addirittura, una laurea (il mio caso). E’ normale che si crei un senso di sfiducia generale nei confronti del ceto politico, che si tenda ad uniformare tutto il ceto dirigenziale come un branco di incapaci che non meritano il nostro supporto. Io sono molto esigente con me stesso, pretendo di essere sempre informato e aggiornato per poter capire bene quello che ci viene imposto dall’alto, mi chiedo il perché di determinate politiche e mi sforzo di essere sempre il più obiettivo possibile, evitando le fonti d’informazione di parte e i luoghi comuni. ‘Miracolo Militante’ significa anche questo, interessarsi di quanto sta accadendo e trarre le proprie conclusioni, con la speranza di un domani migliore, la speranza che domani accada il ‘miracolo’ e finalmente i più sfortunati vengano riscattati. E oggi tra quegli sfigati ci siamo soprattutto noi giovani.
- Nella tracklist di “Miracolo Militante” c’è un pezzo che attira subito l’attenzione: “Stella”, un pezzo d’amore, la voce di LaMiss accompagna le tue parole romantiche. E’ un brano particolare in quanto è molto comune nell’hip hop. In che modo le relazioni influenzano la tua musica?
Tempo fa in un’intervista mi dissero che non avevo mai parlato d’amore in un brano. Risposi che l’avrei fatto al momento giusto, che avrei trattato l’argomento femminile in un modo più personale, senza essere condizionato da altri trend. ‘Stella’ è nato così, con la voglia di immaginare una ‘lei’ ipotetica da corteggiare e valorizzare, la voce di Luana (La Miss) ha completato il tutto dando un’impronta puramente femminile al ritornello.
- Nella prima strofa di “Aria di casa” pare che sia un brano dedicato alla capitale Italiana, città in cui ti trovi ora ma proseguendo con l’ascolto ci si rende conto che in realtà è dedicata alla tua patria: il Salento. Come hai vissuto il cambiamento di città? Che rapporto hai con la scena Hip Hop Romana e con quella Pugliese?
Sono un disadattato per natura, il cambiamento è stato difficile, ma necessario. Il Sud vive un momento delicato, un periodo in cui vedi tutti gli amici allontanarsi da casa per studiare o lavorare, per ricrearsi una dimensione più adatta intorno a loro. Mi manca sempre la mia casa, la famiglia e la gente che ha vissuto accanto a me questi primi 25 anni della mia vita, ma nel complesso è stata una scelta azzeccata. Qui a Roma ho trovato persone splendide, sempre disponibili e pronte ad aiutarmi in tutto. Lasciami ringraziare Amir, ad esempio, che mi ha anche ospitato per un buon periodo, ma anche 3D, i Visualdesigners, tutti gli artisti con cui ho avuto modo di collaborare, sono stati fantastici nell’accogliermi come un loro fratello, facendomi sempre sentire a mio agio, aprendomi le porte delle loro case e facendomi conoscere meglio questa città che è stupenda. Ora è arrivato il momento di tornare a casa, ma la speranza è di fare ritorno nella Capitale al più presto.

Foto by Daniele Peruzzi
- In passato hai collaborato con importanti esponenti della scena hip hop italiana: Zampa, Mistaman, Guè Pequeno, Montenero, Aban, FatFatCorFunk, Amir, Dj Harsh, Bassi Maestro, Albe Ok, Mista B, Jack the Smoker. Come ti sei trovato a lavorare con loro? Come ti collochi all’interno del mondo hip hop made in Italy?
Hai nominato grandi personalità dell’hip hop italiano. Credo di essere stato sempre molto umile nel confrontarmi con loro, riconoscendo a ognuno il suo merito e credo che questo sia stato riconosciuto e apprezzato. In questo momento credo che stia un po’ svanendo l’interesse attorno alla nostra musica, spero di sbagliarmi, ma l’uscita del mio disco la vivo anche così, come un modo per portare nuova linfa vitale all’interno del panorama musicale italiano. Ho voluto dare il mio contributo per mantenere vivo il lavoro di tutti e spero di continuare a ricevere rispetto da parte degli addetti ai lavori, anche questo è importante per sentirsi gratificati e proseguire il proprio percorso musicale.
- “Sono cresciuto” parla, invece, appunto della tua crescita: Dai tuoi inizi, nel 2004 con il progetto Shqiptalia ad oggi hai prodotto diversi lavori (The StreetDealer , Amore per il gioco vol. 1 e vol.2 e Militanza Mixtape) come ti senti evoluto rispetto ad allora? Spiegaci il significato di Killa Cali e perché nel 2005 ti facevi chiamare Mazi?
‘Killa Cali’ è l’effettiva maturazione di ‘Mazi’. Mazi era un ragazzino con la passione per la musica, Killa Cali è un uomo (più o meno) maturo che cerca di diffondere il proprio pensiero e la propria visione della vita attraverso la musica con la stessa intatta passione, rappresentando in pieno le proprie radici e la propria provenienza, per l’appunto Calimera, il paese da cui vengo.
- Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai già in mente qualcosa?
Voglio dedicarmi bene alla promozione del disco, organizzare al meglio i prossimi concerti e le mosse necessarie per fare arrivare l’album a più gente possibile, cercando di riscuotere il loro consenso, senza il quale non vado da nessuna parte. E’ in programma un mixtape assieme a Dj Harsh che dovrebbe vedere la luce appena dopo l’uscita di ‘Miracolo Militante’, dopodiché comincerò a lavorare a un nuovo progetto discografico, ma ripeto che ora è importante focalizzare la propria attenzione sulla promozione dell’album in uscita. Sono concentrato solo su quello e coi tempi che corrono non posso avere un’idea precisa di cosa può avvenire dopo.
- Sappiamo che sei un’amate del Basket, comunemente correlato al mondo hip hop. Raccontaci di questa tua passione, qual è la squadra che tifi?
Ho giocato a pallacanestro per dieci anni e ancora adesso cerco di praticarla nel tempo libero nei campetti. In Italia ho sempre supportato la Fortitudo, gigante dai piedi d’argilla sprofondata dopo averci regalato dieci finali in 11 anni. Erano i tempi di Carlton Myers, Gianluca Basile, Andrea Meneghin, Gregor Fucka, Dominique Wilkins, Jack Galanda, Stefano Mancinelli, Matjaz Smodis e tanti altri campioni, spero in una veloce risalita. Nel campionato professionistico americano ho sempre tifato per i Suns, squadra piccola e veloce come lo erano un po’ quelle in cui giocavo io da ragazzino. Ho sempre ammirato i grandi playmaker come Kevin Johnson, Jason Kidd e Steve Nash, cercavo di portare sul campo quella che era la loro spettacolare visione di gioco e la dedizione al sacrificio. Certo, con risultati ben distanti da quelli che hanno conseguito loro, eheheh!
- Le finali dei Play-Off NBA stanno per arrivare. I tuoi pronostici?
Lakers e Celtics sono sull’ 1-1 e con la serie che si sposta a Boston per due partite tutto farebbe pensare ad un lieve vantaggio degli uomini di Doc Rivers. In realtà credo che quando si scontrano due colossi del genere non si possa mai dire nulla e ha ragione il coach dei C’s quando punta il dito contro i giornalisti, sempre pronti a cambiare idea su di loro a seconda dei risultati di giornata. Se la giocheranno a viso aperto e non escludo spettacolari capovolgimenti, quando scende in campo gente del calibro di Kobe Bryant, Kevin Garnett, Pau Gasol o Ray Allen non puoi mai sapere come andrà a finire. Sarà comunque una grande finale, questo è certo.
- Grazie Killa Cali per la tua disponibilità! E in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti, le prossime righe sono a tua disposizione:
Un grosso saluto a tutti quelli che seguono FromTheCourt e un ringraziamento a te Amy per avermi dedicato il tuo tempo. A presto e ricordo a tutti di acquistare il cd!
Ricordiamo che “Miracolo Militante” lo possiamo acquistare mandando una mail a ordini@killacali.net al costo di 10 € + 2 € per la spedizione in tutta Italia, oppure lo troviamo online su www.myspace.com/closedzone, negli store digitali iTunes, eMusic, Amazon, Napster e Rapsody a 8.99 € e nei negozi specializzati come Vibra Records (Verona e Milano), Goody Music (Roma), Gun Funk Shop e Disco D’Oro (Bologna), Music Empire (Maglie, LE) e altri.
Per restare aggiornati sui live o news basta visitare il suo myspace http://www.myspace.com/killamazi e su facebook alla pagina artista Killa Cali.
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