Bros è un delinquente o un artista?


Daniele Nicolosi in arte Bros è un writer italiano, classe 1981, iniziò nel 1996 con il primo graffito per finire, nel 2007, a realizzare ben 2 mostre. Definito “il Giotto moderno” da Vittorio Sgarbi, Bros è famoso nell’iterland milanese per aver tappezzato la città con i suoi omini cubici colorati; I suoi disegni sono facilmente riconoscibili per il tratto stilizzato e fumettistico; soprattutto negli ultimi lavori vi è un intento critico verso il mondo dell’arte mercificato o verso la società moderna in generale.

Nello stesso anno Bros è stato candidato da Pierfrancesco Majorino (L’Ulivo, consigliere comunale) all’ Ambrogino d’oro e dopo questa candidatura, al centro di notevoli polemiche, sia l’artista sia il politico sono stati oggetto di minacce, minimizzate da entrambi, che non hanno poi portato a nessuna conseguenza.

Bros viene accusato dal Comune di Milano per aver “imbrattato” il muro del carcere di San Vittore (2004), la pensilina MM in Piazzale Lodi (2007) e la sede di un’immobiliare in via De Angeli (2007) & altro per un ammontare di 18 mila auro.

Oggi il Tribunale di Milano ha posto fine al processo che dura ormai da molto tempo ma la domanda resta senza risposta!

Il primo ad essere deluso è lo stesso Bros che però resta convinto delle proprie idee. Si è sempre difeso sostenendo di produrre arte per la città e non di deturparla, ma alla fine il giudice non lo ha assolto e nemmeno lo ha condannato lo ha semplicemente prosciolto dichiarando che i fatti prescritti o improcedibili in quanto la querela mancava o era stata rimessa.

«Esco da questa sentenza senza infamia e senza lode. Sono contento, è ovvio, ma purtroppo il giudice non ha risolto il dubbio se questa sia arte o vandalismo. Di certo avrei preferito un’assoluzione nel merito, ma sono contento di come sia andata e continuerò a fare arte in strada», ha commentato Bros.

Deluso anche il vicesindaco Riccardo De Corato che aveva chiesto per il Comune 18 mila euro di risarcimento. «La proprietà – ha detto – è difesa dalla Costituzione e il principio vale per tutti. Perché un privato o un ente pubblico ha il diritto a non volere un proprio edificio variopinto».

Intanto, il proscioglimento ha fatto guadagnare a Bros una proposta di lavoro. «L’esito giudiziario consente di accoglierlo a lavorare con noi in nome della libertà artistica», ha spiegato l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, che ha invitato Bros a far parte di «Walls of fame», progetto del Comune sulla street art al via a settembre che vede la consegna di alcune aree grigie ai writer che dovranno abbellirle con la loro arte. Ma Bros ha commentato questa proposta affermando:

“Dipende dalle location, se mi chiedessero di realizzare qualcosa in un tunnel che da Garibaldi porta alla nuova zona della moda direi di no. Mi chiedo solo: come fanno a selezionarci? Vedendo le opere sui muri? Ma non è una contraddizione?”

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