- Mecna: l’intervista!

Mecna x fromthecourt.com: intervista al giovane artista foggiano sul suo ultimo EP, la sua musica e quel che sarà.
Partiamo dalla fine: “Le Valigie Per Restare”. Da cosa deriva la scelta di questo titolo?
E’ un paradosso dire di fare le valigie per restare, ma in realtà se ci pensi, ha molto più senso di quanto sembri. Le valigie a me spesso servono per rimanere in una certa situazione; faccio le valigie per tornare dalla mia famiglia, per andare a trovare la mia ragazza, per rivedere i miei amici, e sono tutti gesti che servono a preservare qualcosa di importante. E questo si può relazionare anche alla musica, questo EP è il mio trolley che porterò in giro, il mio background, per dire che ho sistemato insieme le cose che mi piacciono, e resto qui.
“Le Valigie Per Restare” è un lavoro di 7 tracce, ma vario, maturo e approfondito nei suoi contenuti: perché fare di esso un Extended Play, invece di concepirlo come parte del primo studio album di Mecna? A questo punto, ti senti pronto per il primo album solista?
Io arrivo da più di un esperienza, ho pubblicato due dischi ufficiali con Nasty & Lustro (Microphones Killarz), un progetto parallelo con ElDoMino (“Propaganda”) e numerosi mixtape online. Ma era arrivato il momento, anche spinto dai miei amici di Blue Nox, di giungere al compimento di un lavoro serio, approfondito e “di presentazione”. Infatti sentivo, e sento ancora il bisogno, di dimostrare che ho cose nuove da dire e che ci sono differenze tra il Mec Namara di cinque anni fa e il Mecna di oggi. Le cose cambiano, la vita ti plasma e diventi più consapevole. In più mi sento molto cresciuto anche dal punto di vista musicale, i miei ascolti si sono arricchiti moltissimo, e di questo devo anche ringraziare Ghemon. Ho deciso di fare questo EP per presentare il nuovo me in vista di un album più maturo che uscirà il prossimo anno, ma c’è bisogno di non confondersi, e non credere che solo perchè è in freedownload sia “meno serio” di quanto lo sia un album. E’ stato concepito nei minimi dettagli, come fosse un prodotto da stampare, dalla copertina, alla scelta delle collaborazioni, al missaggio.
Si era parlato, alla release, di una possibile distribuzione in copie fisiche del lavoro. Puoi darci qualche altra info al riguardo?
Stiamo valutando con Macro Marco (l’ep è uscito per Macro Beats) l’idea di stampare “Le Valigie Per Restare”. Avrete sicuramente delle informazioni al più presto.
Sembra che ogni singolo oggetto rappresentato nell’artwork dell’EP abbia una sua precisa collocazione e un proprio significato. Tra questi, un biglietto della tratta Roma-Torino, una paio di Wayfearer, un orologio, un iPod, ma anche una banana. Puoi spiegare i motivi della scelta di questi elementi, da inserire nella tua “valigia per restare”?

Si, come ho detto, l’EP ti spiega chi sono e da dove vengo ed un aiutino lo dà anche la copertina, disegnata da me. Come vedi ci sono tutte le cose che uso ogni giorno, dagli occhiali all’iPod, cose concrete come il biglietto del treno (ho passato e passo molto tempo della mia vita in treno, soprattutto per amore) ma anche cose fisiche che vogliono sottolineare un lato del mio carattere, come la banana che rappresenta il mio lato giocoso (no homo) oppure il martello, che sbatterei in testa a più di uno. E’ una copertina molto personale, da leggere attentamente perchè piena di riferimenti al mio mondo.
Nei tuoi pezzi, ti affidi principalmente a basi soul/jazz/blues. Quanto conta il giusto sound in un tuo pezzo e in base a cosa lo scegli?
Come dicevo prima da qualche anno a questa parte i miei gusti sono cambiati, mi sono innamorato della musica da cui il rap proviene, il soul, jazz, funk. Ormai i miei collaboratori sanno cosa mi piace, tralasciando il fatto che alcuni, come ad esempio Fid Mella, che ha prodotto “Con i piedi sul mondo” featuring Mad Buddy, ha già di per sè un’impronta soulful. Ad esempio K-9, giovanissimo produttore foggiano (importato da Long Island), ultimamente sta rispecchiando molto quello che cerco dai beats, cose potenti ma con sample di vecchi dischi, come anche Dj Dust. Nulla da dire, invece, per quanto riguarda Macro Marco, di cui io mi fido ciecamente in ogni cosa che fa o che sperimenta. Questo è per citare i produttori che mi hanno affiancato nella realizzazione de “Le Valigie Per Restare”.
Mecna & Ghemon “Tutto in una notte” (Prod. K-9) by Mecna
Gli artisti che più ti influenzano, e che spesso ti sentiamo citare all’interno dei brani, sono (tra gli altri) Sam Cooke, Stevie Wonder, James Brown, Donny Hathaway, Curtis Mayfield, Aretha Franklin. Cosa ti lega così profondamente a loro?
Sono puro svago per me. Io ho una teoria tutta mia sulla musica, credo infatti che se veramente c’è un qualcosa di potente lassù, a me arriva attraverso l’incrociarsi casuale di note, strumenti e situazioni. Per me, un disco di Donny Hathaway può farmi piangere, e uno di James Brown gasare, sono tutti perfetti nel loro groove e nei loro messaggi. Seguo molto anche i nuovi artisti che si ispirano a quella musica, la Motown, la Stax, etichette che hanno sfornato amore secondo me, prima che dischi, classici e singoli. Quindi, riassumendo, se nella vita la cosa che conta è l’amore (non erano i soldi? ahahaha) e il soul è amore, il soul per me è indispensabile.
Con i piedi sul mondo (feat. Mad Buddy) by Mecna
In “C’Mon” c’è una tua frase: “Io cerco, metto le mani nel vecchio, perché il futuro non è più quello di un tempo…”. Quali sono gli elementi di quel passato che non si riescono più a trovare oggi?
La genuinità. Ma aspetta, si trova ancora, ma è in una nicchia nascostissima (si può dire “nascostissima”?). Io spero di fare parte di quella nicchia, e con Blue Nox (assieme a Ghemon, Kiave, Hyst, Macro, Negrè, Impro & Rafè) cerchiamo proprio di fare questo. Non ci interessa la rivoluzione del mondo, ci interessa andare a colpire le persone una da una, nel profondo, siamo persone con larghe vedute, non ci fermiamo al rap, all’hiphop, amiamo tutto ciò che è bello. Da qui nasce www.blue-nox.com, dove ci piace pensare che la gente ci vada per infottarsi, per ridere, per dire: “Wow” o per emozionarsi.
Ok, sto facendo pubblicità, qual’era la domanda? Ah si. La mancanza (diffusa) di genuinità è sia nella musica, ma ovviamente nella società. In “Suonerà forte” parlo dei miei coetanei come un’imminente catastrofe. Io ho paura a vivere affianco a ragazzini di 13 anni che usano droghe pesanti, che hanno esperienze sessuali superiori alle mie, che sono facilmente incazzati o che usano le proprie coetanee come le prostitute. Dove stiamo andando? Si sentono e si vedono cose troppo strane in giro, non la vedo benissimo…
Nella traccia #2, “Bellissimo”, collabori con Totò Nasty e Lustro Gigi, ovvero gli altri 2/3 dei Microphone Killarz, il gruppo foggiano con cui hai mosso i primi passi nella scena. Questo fa pensare che i Microphone Killarz stiano per tornare dopo lo stand-by, a 3 anni da “No Sense”…
Si, alcuni credono che ci siamo “sciolti” ma noi non siamo gelati (ride) e facciamo musica insieme perchè siamo amici, prima di tutto. Dopo “No Sense”, come ho detto, sono cambiate delle cose. Innanzitutto ci siamo divisi, stiamo in città diverse ed è ovviamente difficile organizzare un disco a distanza, in più ci siamo voluti soffermare su dei progetti solisti. Lustro ha appena concluso “Heronia” un album in free download con il socio Net, Nasty ha regalato il suo “Dark N Alone” e ora sta preparando una cosa che piacerà sicuramente a molti… Ma a parte tutto, stiamo pensando al seguito che si intitolerà “No Comment”, e che sarà un disco diverso dai precedenti sia come maturità sia come impostazione tecnica, ci saranno pezzi solisti. The best’s yet to come.

Oltre a fare musica, sei Graphic Designer di professione. I progetti delle copertine degli album di molti artisti, non solo della crew Blue Nox, vedono la tua firma. Su cosa si basano i tuoi concept grafici, da dove traggono ispirazione e spunto?
Io faccio il graphic designer come professione e “uso” la musica per rendermi felice. Suona come un egoismo, ma in realtà è il modo per ottenere il miglior risultato possibile. Quando mi viene commissionata una cover cerco di far confluire tutta la mia ispirazione così da avere una cosa che piace innanzitutto molto a me, e poi all’artista di turno. Fino ad ora, a parte qualche caso, tutto il mio impegno è stato apprezzato dagli artisti per cui ho lavorato, e io ne sono molto felice, perchè è un altro modo per contribuire a questa cosa che tanto ci piace, l’hip hop.
La copertina che hai disegnato per l’ultimo album di Negrè. “La Gente Se Ne Frega”, ricorda l’artwork di “Californication” dei Red Hot Chili Peppers. Hai tratto spunto da lì in qualche modo, oppure sono due idee completamente indipendenti e separate?
Grandissimo, hai colto! Si è ovviamente un’ispirazione, dato che viviamo in un mondo in cui “La gente se ne frega” (già capovolto) mi piaceva l’idea di metterlo ancora sottosopra per avere magari un mondo normale. Capito? (ride). A Franco è piaciuto subito.
Molti dei tuoi articoli su Blue-Nox.com parlano anche di cinema, di cui sei appassionato. Un artista a tutto tondo quindi…
No, direi di no, ho un difetto enorme: leggo poco (Kiave non lo sa ancora). Comunque sì, guardo molti film e serie tv (ormai è moda, no?). Ricerco film fatti bene, guardo molto poche trashate, soprattutto quelle americane. Ho la sensazione che i film che vogliono fare ridere purtroppo non fanno ridere, ce ne sono molto pochi, quindi mi butto sui generi ingarbugliati come i thriller di Scorsese o il genere pazzo di Gondry, fino ai classici di Richie o Clint Eastwood (Gran Torino è uno dei miei film preferiti).
Chiudiamo ringraziando Mecna per la simpatia e la disponibilità con cui si è prestato alle domande.
Ricordiamo inoltre che “Le Valigie Per Restare” è disponibile in free download all’indirizzo www.mecnamusic.com e su www.blue-nox.com.
Di seguito riportiamo alcuni dei suoi lavori. Trovate il suo intero portfolio in alta risoluzione all’indirizzo www.corradogrilli.com:


Twitter: @mecna
Facebook: facebook.com/mecna
Soundcloud: soundcloud.com/mecna
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