- Nero Inferno, un viaggio nel writing meneghino

Se c’è una cosa su cui non ho nessun dubbio è che ogni giorno si possa imparare qualcosa di nuovo. Il che è stupefacente, specie quando il soggetto in questione è uno di quelli che ritieni di conoscere meglio, nel mio caso l’hiphop, o meglio, il rap, perchè in effetti di writing e break ne so quanto mia nonna di hotspot e beautyfarm. Sorry.
Mi limito ad osservare da fuori, con un po’ d’invidia, pensando ai miei voti in educazione artistica e alle mie abilità ginnico-danzereccie.
Ciò detto, dopo l’incursione nell’immancabile Wildstyle, continuo il mio viaggio alla ri-scoperta dei classici di settore e questa volta l’attenzione è puntata sul mondo del writing e, nello specifico sul writing milanese di fine anni ’90.
Nero inferno, così si chiama il documentario. Un viaggio sulle FerrovieNord, trincea del bombing lombardo, croce e delizia del bboy-studente universitario, che in mancanza di puntualità e servizi minimi garantiti, allieta il suo viaggio notando come, settimana dopo settimana, i treni acquistino sempre nuovi colori, in barba a vernici anti-pezzo e controlli.
Bread (Ckc), Dumbo, Rae, Spice, la scena milanese raccontata da Robin, in un video che unisce interviste, video amatoriali, racconto e voglia di spiegare il perchè qualcuno dovrebbe volersi mettere in gioco, rischiare per realizzare (il pezzo) e realizzarsi, per fare emergere la propria voce dal mormorio continuo delle metropoli, tra linea verde, wholecar e fughe per sfuggire all’arresto.
Un viaggio immancabile per chi c’era, per chi non c’era e per chi non vuole perdere la memoria storica di un movimento.
Data l’abbondanza di VHS originali (lol), potete trovare il documentario in versione .torrent. In alternativa il video, diviso in sei parti, si trova su Youtube.










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