- Benjamin Diggins – Wheels on Trees
La notizia dello scioglimento del duo costituito da Pete Philly & Perquisite mi aveva lasciato in un evidente stato confusionale, del genere braccia strette intorno al vinile, rotolando lentamente sul pavimento, grieving and crying. Not really, ma l’immagine rende l’idea. Un paio di sedute al goodrap-Anon e dei calmanti mi hanno convinto a premere lo start di un lento processo di recovery, che a confronto Eminem e Amy Winehouse sono dei novellini delle terapie d’urto. Step #1. Accettazione delle perdita, a base di massicce dosi di I need a couch e Insomnia. Step #2. Espressione del sentimento e graduale superamento. Avete presente il rotolamento di cui poche righe sopra? Step #3 e #4. Adattamento ad una vita cambiata e coinvolgimento in nuovi interessi. Alias 16 Piecès degli Hocus Pocus e spasmodica ricerca di nuovi dischi da idolatrare.
Senza eccedere in sentimentalismi della primora e superata una momentanea fase regressiva in cui ho apprezzato Jim Jones e Cam’ron (omg), mi sono scontrato con questo Wheels on trees, dalla copertina enigmatica quasi quanto gli autori. Olanda per Olanda, tanto valeva rimanere in zona e scoprire questo disco dei Benjamin Diggins.
Uno strano mix tra Madlib e Wyclef non è l’aspetto più interessante di questo disco, che affoga tra i campioni rubati al jazz e gli scratch, in un’attitudine tutta riassumibile in Believe & Renovate, chiaro tributo all’old school statunitense. Rinnovare nel solco della tradizione, idea che mi riporta alla mente che a breve uscirà il disco dei Videomind. Non che i due album centrino qualcosa l’uno con l’altro. Si tratta solo di due differenti modi di portare il 2010 dove per molti versi è ancora 1996. Entrambi graditi.
Band Camp Streaming: http://bathtubpiracy.bandcamp.com/album/wheels-on-trees










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