- Johnny Marsiglia – Sentire non è ascoltare
Il guaio nel recensire un disco con un titolo come Sentire non è ascoltare è che ti senti subito in colpa. Ascoltare richiede un ammontare di tempo che in questi giorni fatico a trovare, sentire un po’ meno. Ho approfittato di qualche ora di treno di troppo per cercare di immergermi nel mondo di Johnny. Le ferrovie a dire il vero non è che mi abbiano aiutato. Oramai la pubblicità mi insegue anche mentre aspetto di prendere il treno e così tra 30 secondi di Ain’t No Sunshine e l’ennesima pubblicita di H&M ho cercato i ritagli di spazio per ascoltare, non sentire e basta.
Quello che ho sentito mi ha lasciato incerto. In bilico tra anima e macchina, tra la ventata di era digitale delle produzioni, quasi tutte affidate al palermitano Big Joe e attimi di soul, come tra una tecnica innegabile e contenuti forti, ora rivolti all’analisi sociale, ora a narrazioni meno impegnate, di Johnny.
Non il mio suono, decisamente no. Ma un buon disco, che arriva in un periodo di relativa calma sul fronte underground e costituisce un ulteriore step rispetto al precedente Radiografia.
Cambiano le situazioni, i luoghi, i tempi e ne esce un disco pervaso da una malinconia sottile e da una ventata di realismo, che raramente spreca una strofa in discorsi casuali o clichè troppo vissuti per essere ancora interessanti.








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