- SpeakerBox, 08dic010
Place2Be. Un’occasione da sfruttare?
Ci sono volte, è questa è una di queste, in cui gli avvenimenti della settimana o del periodo ti forniscono un argomento sul piatto d’argento, costringendoti in qualche modo a occuparti di determinate situazioni. In questo caso l’argomento si chiama Place2Be.
Per chi non avesse avuto modo di essere a Bologna, me compreso, Place2Be è un incontro che ha coinvolto un certo numero di appassionati di hip-hop, per discutere dello stato della cultura hip-hop in questo momento. Con buona pace di KRS-One non ho nessuna intenzione di iniziare a scrivere Kultura con la K solo perché lo dice un documento, visto e considerato che in italiano una kappa fa più dodicenne con problemi di acne che sovversivo.
Ma tralasciando le note personali ho davvero bisogno di capire che cos’è stato questo Place2Be, cosa si è detto, a cosa punta. Tante cose insomma. Tante aspettative. Poche risposte per ora, ma a pochissimo tempo da un avvenimento non è neppure lecito fare troppo domande e pretendere soluzioni immediate e a quanto pare nel prossimo periodo sarà reso disponibile diverso materiale relativo all’argomento.
Quello che mi sembra emergere però dalle letture che ho fatto qua e là è una voglia di fare qualcosa e di portare avanti un discorso da cui potrebbero scaturire spunti interessanti.
Spunti riguardanti l’hip-hop, inteso in tutte le sue discipline.
Siano esse quattro, come da tradizione, o nove – il perchè lascio che ve lo spieghi questo post di Mastafive – obiettivamente mi interessa pochino.
Tra il serio e il faceto proporrei a KRS e ai firmatari del documento citato da Mastafive l’inserimento dello street journalism tra le discipline, giuro che mi sentirei molto più hip-hop. Ma anche questa è semplicemente una nota a margine e per una volta è necessario che io sia del tutto serio.
Ciò che importa realmente è tentare di capire cosa fare per riunire un mondo che si sta sfaldando e dividendo in sottoculture e che vede il rap sempre più solo, con le altre discipline che arrancano all’inseguimento. Non è certo un fatto di qualità. A voler guardare neppure di comprensione. Break, djing e writing sono di sicuro più esportabili del rap, se non altro perché non presentano ostacoli linguistici. Forse è un fatto di notiziabilità. Scrivere di rap ad esempio è molto più semplice che scrivere di break o di writing, perché comporta date precise, oggetti fisici di cui parlare, mentre le altre discipline si circondano di un alone di effimero, di un valore di happening che il rap per molti versi non ha. Riconosco comunque che è una motivazione opinabile.
D’altronde il mio scopo non è proporre soluzioni e cause con poche righe di testo, ma evidenziare la speranza che da questi incontri – a quel che ho capito ce ne saranno diversi – esca qualcosa di positivo non solo per la promozione del “vero rap”, ma di tutto uno scenario hip-hop che vive anche di altre discipline, ingiustamente sottovalutate. Qualcuno potrebbe obiettare che non è che FromTheCourt dia tutto questo spazio a discipline che non siano il rap. Mi paro da subito il c**o dicendo che si fa quel che si può e la mia casella mail non è certo inondata da proposte relative agli altri aspetti della cultura di cui mi vanto di fare parte, spero meritandomelo. E poi c’è sempre una prima volta per tutto.
Ad ogni modo, Place2Be è una realtà che penso sia d’obbligo tenere d’occhio, augurando buon lavoro a tutti, nell’interesse comune e aspettando gli sviluppi di un’idea che sta sicuramente destando interesse.









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