La nuova avventura del superproduttore di Chicago, in un album che ne è l’esatto ritratto.

La prima cosa che si nota di My Beautiful Dark Twisted Fantasy e la prima che lascia un po’ perplessi è scoprire – scorrendo la tracklist – che buona parte delle tracce contenute dell’album le hai già sentite.

Non per colpa di qualche leak dei soliti, che saziandoci anzitempo ci toglie la voglia del lauto banchetto finale, ma perché a darci in pasto le suddette tracce è stato lo stesso eccentrico produttore di Chicago, con i suoi Good Fridays. Monster, Power, Runaway, tutti pezzi già sentiti. Si e no. Si perché i pezzi sono in fondo sempre quelli. No perché tra piccole correzioni, mixaggi migliorati e aggiustatine qua e là, My Beautiful Dark Twisted Fantasy suona meglio di una collezione di tracce più o meno già edite.

Inedito è anche il suono di questo album, che si allontana dal precedente 808′s & blah blah blahs, come dal trittico degli orsacchiotti (College Dropout, Late Registration, Graduated) e trova una sua dimensione nuova, eccessiva, ipercalorica, ma in fondo sensata.

La fantasia nera e perversa di Kanye a un ascolto critico si rivela in realtà per quella che è. Prorompente, a tratti stupenda, egocentrica ma per molti versi deludente, con un Kanye che non di rado si fa mangiare in testa dagli ospiti, inclusa la neo stellina della Young Money, Nicki Minaj e che si limitasse a sfoggiare le sue enormi capacità di produttore potrebbe davvero tirare fuori dischi storici.

My Beautiful Dark Twisted Fantasy non è affatto un brutto disco e per molti versi vale più di molte delle uscite che hanno infestato il mercato discografico black-oriented quest anno, ma qua e là pecca un po’ di presunzione. Si potrebbe dire che rispecchia appieno il suo autore.

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