In occasione dell’uscita di “Forever” abbiamo scambiato qualche parola con Mistacabo, giovane mc di Cagliari, che assieme a Uzi Junker, Lil Pin, Kennedy e Dj Yodha compone la Parabellum, gruppo sotto contratto con l’etichetta indipendente sarda Dolly Rec.

Partiamo dall’inizio. Il tuo primo lavoro, “The GYA Mixtape”, è uscito nel 2007 e a tre anni di distanza è uscito “Forever” in collaborazione con Dj Yodha. In mezzo a tutto questo c’è stato il passaggio dalla Blocco Rec alla Dolly Recordz e varie collaborazioni con molti artisti della scena italiana. Cos’è cambiato dagli esordi e come è cambiato il tuo modo di fare musica?

Dal 2005/2006, periodo in cui ho scritto the GYA Mixtape, sono cambiate molte cose; sono maturato, sia come uomo che come artista. Ho lasciato la mia casa e la mia terra per trasferirmi altrove, mi sono riavvicinato alla mia famiglia dopo svariati anni; insomma, la mia vita è cambiata radicalmente. Per me il rap è tutto, accompagna le mie giornate; con il rap mi sfogo, parlo di me e della mia vita, di ciò che vivo, vedo e sento in prima persona. Ecco perché la mia musica è cambiata: prima ero un ragazzo appena maggiorenne senza preoccupazioni e senza grossi pensieri; pensavo solo alla musica, alle donne e alle serate nei club, ciò che scrivo ora è tutto diverso, a partire dalle emozioni che provo quando scrivo. La mia musica è maturata con me, di pari passo. E poi, come hai ben detto, ho cambiato etichetta e ho conosciuto Dj Yodha.

“Forever: un grande sogno realizzato”. E’ in questo modo che descrivi il tuo lavoro, un sogno chi si realizza e che ti ha portato a collaborare con molti artisti attraverso differenti suoni che rendono “Forever” un album molto orecchiabile e allo stesso tempo mai banale. Cosa significa per te “Forever” e quali obiettivi ti sei posto realizzando questo lavoro?

Esatto: “un grande sogno realizzato, Dio lodato per questa chance che mi ha dato”! In questa frase è contenuta tutta la mia soddisfazione per essere arrivato ad un piccolo traguardo che sognavo da tempo. Ho realizzato un album che sento mio, con mie idee, mie scelte e in collaborazione con persone che stimo. Nella frase appena citata, come ben saprai, c’è un tributo: il ricordo di un grane rapper! Ho voluto utilizzare la frase originale di Joe Cassano per un motivo semplice: il sentimento è lo stesso, ma non sarebbe stata la stessa pronunciata da me! Per quanto riguarda gli obiettivi… non saprei! Ho scritto; avevo delle idee, dei pensieri e li ho buttati giù senza pensarci troppo. Inizialmente volevo includere il tutto in un mixtape (“The Supreme”, come dico nella prima versione di “Guardo dall’alto”), ma poi mi sono reso conto che forse meritava di più; avevo scritto troppi pezzi “seri”, troppi pezzi che sentivo “miei”: nessun freestyle, contenuto banale o preso con troppa leggerezza, e soprattutto il tutto era stato realizzato con tanto impegno e tanto lavoro. Forse volevo sorprendere me stesso, capire se ero in grado o meno di fare un album.

Nella stessa title track descrivi il tuo percorso, prima come appassionato e poi come artista. Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato e che ti hanno spinto a intraprendere questa strada?

Il merito principale va a gruppi come Sottotono e OTR, “Dalla sede” e “Sotto effetto stono” stavano in rotazione costante nel mio mangianastri. Allo stesso modo mi ha segnato altri padri del rap italiano: Bassi Maestro, Maku Go, Lyricalz, etc. Per quando riguarda il rap made in Sardegna ascoltavo gruppi come La Fossa e SR Raza, per poi arrivare alle Mentispesse e a Ibo. Nel rap made in U.S.A. indubbiamente sono da ricordare Cypress Hill, Gangstarr, Wu Tang, Meth e Red, N.W.A., Biggie, Pac, etc.

L’album è stato realizzato in collaborazione con DJ Yodha, ultimo entrato nella Parabellum. Come è nata l’idea di fare un lavoro assieme e come vi siete trovati a lavorare assieme, artisticamente parlando?

Ho conosciuto Yodha di persona circa un anno fa, ad una jam. Lo conoscevo di nome e di fama come ottimo Dj. Abbiamo fatto due chiacchiere, come si fa solitamente davanti a una birra, dopodiché, visti gli stessi gusti e gli stessi interessi musicali, ci siamo scambiati un po’ di pezzi, e nada: la stima reciproca ci ha portato a decidere di metter su questo progetto assieme. La prima volta che ci siamo riuniti ho registrato 6 o 7 pezzi, lui ha scratchato un botto di roba, ed era già tutto al punto giusto. Suonava tutto come suona ora. Era automatico ed inevitabile che entrasse in Parabellum!

Chi ha collaborato a questo lavoro? Quali sono i produttori e i rapper che hanno collaborato con te per la realizzazione di Forever.

In primis Yodha e Kennedy con i quali ho concepito il tutto. Il primo mi è stato vicino in tutte le tracce, e insieme abbiamo deciso parte degli argomenti, scratch, ritornelli, etc; il secondo ha prodotto ¾ delle tracce e mi ha dato svariati consigli sulla forma stilistica e finale dei pezzi. Un’altra figura fondamentale è stata quella di Kiquè, dal quale ho registrato circa metà delle tracce e mi ha dato una grossa mano nel curare l’impostazione vocale, oltre ad aver collaborato in prima persona in 3 ritornelli con il talkbox e aver prodotto una traccia. Nell’album appaiono gli altri due miei fratelli della Parabellu,: Lil Pin e Uzi Junker (rispettivamente in due e tre pezzi). Per quanto riguarda le produzioni, oltre all’onnipresente Kennedy, ho fatto affidamento al noto Vox P, a mio fratello Denny The Cool, a Big Edo e ad Ibo Montecarlo; per i featuring al microfono, Parabellum e Kiquè già citati, abbiamo lo stesso Ibo Montecarlo, Jack The Smoker, Evergreen, Bat, Pakos e Gotty (8Sunday), Coliche e Nak Spumanti (MDT), Lipo (Purple Finest) e la cantante Elvira. Tutti gli scratch sono stati curati da mio fratello Yodha, “il mio compagno in questo viaggio!” (cit.).

Parliamo del terzo video estratto: “Born in the 80’s”. In questo brano metti a confronto due generazioni: una cresciuta ascoltando le cassette di mamma e l’altra ascoltando i cd dei Tokio Hotel alla fermata del bus. Due generazioni diverse con differenti approcci alla vita e alla musica. Esponici il tuo pensiero in merito a questo pezzo e a queste argomentazioni.

Questo pezzo, come del resto quasi tutti i miei pezzi, è nato casualmente, ma con la necessità di restituire “qualcosa” a chi mi “aveva dato tanto”. Fin da quando ero un bambino ho sempre fato grande importanza alla musica, ne sono sempre stato affascinato, e come spesso capita un bambino fa tesoro di tutto ciò che in casa viene ascoltato. Non avendo fratelli maggiori, ho subito prestato attenzione alla musica che ascoltavano i miei genitori, i primis mia madre: rock! Sano rock anni 80: Queen, Guns n Roses, Bon Jovi, Scorpions, e chi più ne ha più ne metta! Perciò sono cresciuto con questo tipo di musica, fino a quando un giorno ho scoperto il rap, che mi ha allontanato da qualsiasi altro genere ed è entrato a far parte della mia vita. Con gli anni sono passato dall’ascoltare la musica rap a farla. Ed ecco che a un certo punto ho sentito quasi la necessità di voler ricordare quegli anni della mia infanzia e voler celebrare la musica rocks 80’s (che ancora oggi ascolto e si alterna al rap, anche se in percentuale nettamente minore!). Mi sembrava scontato parlare del rock in generale, delle sue origini o di quello che ascoltavo; allora è nata l’idea di riassumere gli anni della mia vita facendo proprio un viaggio tra passato e presente, mettendo a confronto i dischi con cui cresce la nuova generazione e quelli con cui sono cresciuto io. Mi auto cito: “tredicenni e vino alla fermata, con in cuffia i Tokio Hotel e troie Lady Gaga/son cresciuto coi vinili e cassette di mamma, dagli Scorpions a Bon Jovi e Freddy Radio Gaga”. Il mio pensiero in merito all’argomento? Mi auto cito per la seconda volta: “roba che non stanca, roba che è rimasta, destinata a benedirci come l’acqua salta (…) ma ora suonano di merda e sarà acqua stagna”!

Coliche può essere definito come il membro onorario della PB, infatti è presente in tutti gli ultimi lavori targati Parabellum. Nel tuo disco collabora in “chi fa da sé”. Quanto le critiche, gli sfottò, i passi falsi e gli errori sono stati fondamentali in questo tuo lavoro? Concetto che tra l’altro, se non sbaglio, viene ribadito, in modo diverso, anche in “nessuno” con Bat 1.

Coliche è un fratello, è a tutti gli effetti un membro onorario della Parabellum. Penso e vedo la vita come un percorso, un percorso fatto di scelte dove le positive e le negative si alternano e ti segnano. Se sei un persona intelligente impari dal passato e dagli sbagli commessi, ne fai tesoro per il futuro, questo ti porta a migliorare; se sei poco furbo invece… puoi completare tu la frase! Stesso discorso vale per le critiche: quando sono fondate sono costruttive, cerco di capire se sto “sbagliando” qualcosa e se posso migliorare i miei lavori. Ma sinceramente è da anni che non ricevo critiche sensate, oramai le critiche arrivano solo sotto i video, dove qualche hater dietro la tastiera decide di insultarti per gelosia. Alla fine non si tratta che di gelosia, tutto qua. Anche nel pezzo con Bat tocco questo argomento, ma mentre nel pezzo con Coliche lo tratto dal punto di vista artistico, in “nessuno” mi riferisco alla vita privata e al campo più umano.

Non mancano dichiarazioni d’amore per la tua città d’origine, come ad esempio in “Dedicated 2 Cagliari”, ma se “guardi dall’alto” della tua città cosa vedi?

Vedo il posto che più amo, e vedo casa mia. è difficile non amare la propria “casa”, la propria terra, i profumi, i sapori etc, Come diceva De Andrè, e lo stesso Andrea Parodi: “Non sei tu, è la terra che ti sceglie, I silenzi, i colori e i profumi”. Non potevo non dedicare un pezzo alla mia terra, La mia seconda madre; Così come non potrò, prima o poi, non dedicare un pezzo a mia madre finchè farò musica!

A un mese dall’uscita del disco come sta andando “Forever” e quali sono i responsi del pubblico?

Il disco sta andando molto bene, sono soddisfatto sia dal punto di vista delle vendite, visto che ci riferiamo all’ underground più estremo (ho fatto una ristampa dopo solo 6 giorni), che dal punto di vista della critica: gli acquirenti son rimasti tutti soddisfatti e questo non può che far piacere!

Con DJ Yodha fai parte della Parabellum. Uzi Junker in una recente intervista ha detto che presto ci saranno novità su questo fronte. Cosa puoi dirci di questo nuovo lavoro targato PB?

Possiamo ufficializzarlo: Dopo anni di idee e progetti siamo finalmente lavorando al primo disco ufficiale marchiato Parabellum.

Non solo Parabellum ma anche 374. Che cos’è?

Parabellum è la mia famiglia, musicalmente parlando, e non solo: 5 amici, 5 ragazzi con la stessa passione, con lo stesso amore per il rap. 374 è la mia famiglia più ampliata, Un gruppo di fratelli non di sangue che si conoscono e frequentano da una vita (con alcuni da 15 anni!). Comunque ora che mi ci fai pensare non esiste una sostanziale differenza, 3/4 dei componenti della Pb hanno sangue 374!

Ringraziamo Mistacabo per il tempo e la disponibilità e ricordiamo che “Forever” è acquistabile: “

Per avere una copia del disco basta inviare una mail a questo indirizzo foreveralbum2010@gmail.com e in un paio di giorni il disco è a casa vostra! (it’s Mondial casa time)!! Un grazie a voi per l’intervista e il supporto che ci riservate! un saluto e un abbraccio al team di Fromthecourt.

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