- Il Grunge di Mookie Blaylock
Da oggi From The Court ha una rubrica in più. Si chiama Make Some Noise, in onore di quello che è uno dei più abusati annunci degli speaker nelle arene USA.
Nella rubrica si parlerà di basket d’oltreoceano ovviamente, delle sue contaminazioni con il mondo della musica e delle curiosità in generale che questo ambiente suscita.
Per la prima puntata un crossover con la musica mi sembrava la cosa più indicata e nel trovare l’argomento adatto mi è giunta in aiuto una ricerca che stavo facendo per trovare nuove idee per la prossima puntata di Ball Don’t Lie, imperdibile podcast sul mondo NBA al quale il sottoscritto partecipa sotto l’improbabile forma di opinionista e quella molto meno improbabile di cazzaro.
Nel cercare idee nuove mentre mi stavo rilassando ascoltando un po’ di musica, nella playlist è passato un pezzo della colonna sonora di Into The Wild, scritto da Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam.
Il collegamento è partito abbastanza in automatico. Mi è subito venuto in mente un giocatore NBA degli anni ’90: Mookie Blaylock.
Sì, perchè inizialmente i Pearl Jam, famosa band Grunge di Seattle, si chiamavano proprio Mookie Blaylock, in onore del giocatore degli Atlanta Hawks, idolo dei componenti della band.
Per la verità quando il gruppo si formò, nel 1990, Mookie giocava nei New Jersey Nets, scelto al draft con la dodicesima chiamata da University of Oklahoma e si apprestava a muovere i primi passi nella lega. Ad Atlanta ci arriva solo nella stagione 1992/93 quando New Jersey lo lascia partire per dare più spazio a Kenny Anderson, in rampa di lancio dopo la prima stagione da rookie.
Blaylock, dopo la prima stagione in cui tiene medie simili a quando era ai Nets, esplode nella stagione 1993/94, quando ai 13,8 punti aggiunge 9,7 assist e 2,6 palle rubate. Cifre (e prestazioni) che gli valgono il primo quintetto difensivo, il secondo posto tra i migliori assistman e i migliori ladri di palloni della lega e soprattutto la chiamata al suo primo e unico All Star Game della sua carriera.
Quella rimarrà la stagione migliore della carriera di Mookie, che non riuscirà a ripetere exploit simili a livello di cifre negli assist. Carriera che comunque rimarrà di alto livello e che chiuderà nel 2002 a Golden State, dove giocherà le ultime tre stagioni.
I 7 anni ad Atlanta rimarranno i suoi migliori anni e gli varranno un altro primo quintetto difensivo e 4 secondi quintetti difensivi che testimoniano delle sue doti di ladri di palloni.
Le sue medie in carriera saranno di 13.5 punti, 4.1 rimbalzi, 6.7 assist e 2.3 palle rubate. Quanto basta per farne uno dei migliori giocatori della storia degli Hawks.
Nel frattempo, il gruppo allora composto da Eddie Vedder alla voce, Jeff Ament al basso, Stone Gossard e Mike McCready alla chitarra e Dave Krusen alla batteria, dovette cambiare il proprio nome, che avrebbe potuto dare problemi di diritti e comunque troppo poco commerciale secondo l’allora etichetta discografica, la Epic Records.
La scelta del nuovo nome cadde sull’attuale Pearl Jam, in onore, si disse, della marmellata di peyote che era solita preparare la nonna di Eddie Vedder, che si chiamava appunto Pearl. In seguito fu proprio il frontman del gruppo a smentire questa versione, nonostante il nome della nonna fosse davvero Pearl.
I Pearl Jam nel 1990 fecero uscire il loro primo e forse il migliore Album che abbiano mai prodotto. Il nome dell’album è Ten, che altro non è che il numero della canotta di Mookie Blaylock, perchè un tributo, al loro idolo, lo volevano comunque tributare.











1° Giugno @
ALLA GRANDE! GIA’ AMO QUESTA RUBRICA, COMPLIMENTI!