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Wayman Tisdale impegnato sul palco. Un compianto artista del basket e della musica Jazz

Ieri sera, mentre mettevo giù un pezzo per commemorare la morte del compianto Robert Traylor, scomparso per un attacco di cuore a soli 34 anni in Portorico, mi sono imbattuto in una lista di nomi di campioni NBA scomparsi prematuramente.

Nella lista, un giocatore mi è rimasto particolarmente impresso. Questo giocatore è Wayman Tisdale.

Wayman Laurence Tisdale è stato infatti un affermato giocatore NBA, scelto dagli Indiana Pacers alla seconda chiamata assoluta al draft del 1985, dietro a Patrick Ewing e davanti a gente come Chris Mullin, Detlef Schrempf, Karl Malone e Joe Dumars grazie ad una carriera universitaria di altissimo livello. Nei suoi tre anni trascorsi ad Oklahoma University infatti è la star indiscussa e si merita per ben tre anni di fila il primo quintetto All-America, primo della storia a raggiungere questo traguardo da Freshman, Sophomore e Junior. Nel 1984 inoltre vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles, in una squadra che lo vedrà impegnato a fianco di Michael Jordan, quello che diventerà il più forte giocatore di basket di tutti i tempi.

All’approdo in NBA trascorre i primi 3 anni della sua carriera proprio ad Indiana, dove ottiene buoni numeri. A metà della quarta stagione, nel 1988, viene mandato a Sacramento, dove giocherà le successive 6 stagioni, toccando l’apice nel suo secondo anno, quando toccò la media di 22.3 punti e 7.7 rimbalzi a partita. Sacramento però rimane una squadra mediocre e Waymane per rigiocare i playoff, dopo averli assaporati solo in una stagione ad Indiana, deve aspettare la chiamata dei Phoenix Suns, che lo prendono in squadra nel 1994. Tisdale, ormai trentenne, continua a dare il suo contributo partendo dalla panchina e permette ai Suns di arrivare al primo posto della Western Division, facendosi sconfiggere però ai Playoff dagli Houston Rockets, futuri campioni NBA. Wayman gioca ancora due stagioni in Arizona, quando, a 32 anni decide di smettere e di dedicarsi a tempo pieno all’altra sua occupazione preferita: la musica.

Già, perchè Tisdale, omone di 2,06 per 110 chili, non ha solo un gran talento per il basket, ma è anche un ottimo musicista Jazz e con il suo basso si lancia in performance di ottimo livello. Talmente ottimo che nel 1995, mentre ancora calca i parquet della Lega fa uscire il suo primo album, dal titolo Power Forward, che altro non è che il suo ruolo in campo.

L’anno seguente fu la volta di In the zone, che nel gergo cestistico è quel momento in cui a un giocatore riesce tutto e diventa difficilmente fermabile.

Nel 1998, l’anno seguente il suo ritiro, esce il suo terzo disco, Decisions, chiamato così proprio a seguito della sua decisione di dedicarsi a tempo pieno a comporre musica invece che a giocare a basket.

Il disco però non ottiene molto successo, anche perchè per comporre un album di successo un artista ha bisogno di tempo da dedicare alla creazione e l’ultimo disco Tisdale lo scrive ancora con la canotta addosso.

Dopo 3 anni, però, Wayman fa uscire il suo disco migliore, Face to Face. E’ il 2001 e l’album sale fino al quarto posto della classifica Billboard dei migliori dischi Jazz dell’anno, rimanendo in classifica per ben 38 settimane.

Il successo di Face to Face non viene bissato dall’album seguente, Presents 21 Days, che esce nel 2003, disco che non entra nemmeno in classifica. Wayman però si rifà subito con gli album successivi. Nel 2004 esce infatti Hang Time, che raggiunge il 5 posto in classifica degli album di Jazz. Posizione migliorata ulteriormente dal disco seguente, Way up! del 2006 che sale fino al 2 posto.

Il destino però a volte è particolarmente crudele a volte e presenta il conto nel momento in cui meno te lo aspetti. E’ l’8 febbraio del 2007 e quella stessa natura che gli aveva dato questo enorme talento per la palla a spicchi e per le 5 corde gli volta le spalle. Quel giorno Tisdale cadendo dalle scale in casa si rompe un ginocchio e gli esami seguenti evidenziano la presenza di un tumore alle ossa. Wayman inizia subito le cure per debellarlo, ma la cura non dà l’esito sperato e i dottori, nell’agosto del 2008 sono costretti ad amputargli una gamba.

L’ex stella di Oklahoma University però non si dà per vinto e nonostante la malattia torna in studio e registra quello che sarà l’ultimo suo album, Rebound, nome con il quale Wayman ritorna al tema della palla arancione. Il disco è di nuovo un grande successo, e come il precedente scala le classifiche della musica Jazz arrivando al 2 posto. Sull’onda del successo dell’album, Tisdale, nonostante la protesi alla gamba amputata, la più grossa protesi realizzata secondo il professore che lo ha operato, prende accordi per una tournee che avrebbe dovuto portarlo a suonare per 21 date nelle città degli Stati Uniti.

I concerti però non si svolgeranno mai. Wayman, infatti, si spegne purtoppo il 15 maggio del 2009 al St. John Medical Center di Tulsa dopo una crisi respiratoria. La causa della morte, anche se non ufficializzato da parte dei familiari, pare sia da ricondurre al ripresentarsi del cancro, l’unico vero avversario che il giocatore con le mani da musicista non è mai riuscito a battere.