- Intervista agli ZeroPlastica!
Questa settimana abbiamo avuto l’occasione di intervistare Dj Nio & Lure degli Zero Plastica che ci parleranno un po’ di se e del loro album “Basta!”. Buona lettura!
- Ciao ragazzi, innanzi tutto grazie per la disponibilità. Iniziamo con le classiche domande di rito: Come vi siete appassionati a questa cultura?
[N] – Sono stato folgorato dai Cypress Hill e dai Public Enemy e ho iniziato nel ’93 scrivendo le mie prime rime e mettendo le mani su dei vinili. Nel ’95 ho “scoperto” il writing e, anche se la cosa non è durata molto a causa di problemi legali, si è poi evoluta negli anni e ha fatto di me un grafico professionista. Nel ’96 facevo già parecchi dj-set in giro, il che mi ha permesso di mettere da parte i soldi per comprarmi i Technics ed il mixer e, poi, l’Akai Mpc nel 2000, per dar sfogo anche al mio lato di produttore.
[L] – “Quando meno te lo aspetti: come una bomba!!” ho sentito questo pezzo degli Otr ed è stato amore istantaneo. Erano gli anni in cui non c’era nulla sull’Hip Hop, e grazie ad Aelle e le varie fanzine ho conosciuto l’Hip Hop dei 4 elementi. Da lì all’iniziare a scrivere il passo è stato automatico.
- Sappiamo che siete presenti sulla scena da più di 10 anni. Parlateci del capitolo “Zena Art Core”. E come è avvenuta la formazione degli “Zero Plastica”, come mai questo nome?
[N] – Zena Art Core è nata il 2 marzo 2003 dalla nostra collaborazione con Dj Kamo, i Valentini, Nemo, Syan, i Pessimi Elementi, Mat Marsy e altri artisti hip-hop genovesi. E’ stato il collettivo più importante del panorama ligure e abbiamo fatto la storia: sfido chiunque ad organizzare così tanti eventi culturali e party come quelli che hanno contraddistinto la nostra attività sino al 2008…
[L] – Zero Plastica nasce casualmente. Ero rimasto solo a fare rap tra i miei amici, poi sapevo che mia sorella conosceva ‘sto tizio (Nio) che vestiva oversize, le ho chiesto il numero e ci siamo incontrati e consciuti. Solo dopo abbiamo iniziato a fare musica insieme.
- Frutto di questa vostra esperienza è aver avuto la possibilità di aprire numerosi concerti di artisti nazionali ed internazionali come Fabri Fibra, Mondo Marcio, Africa Unite, 99 Posse, Sud Sound System, Club Dogo, Colle Der Fomento, Assalti Frontali, Tormento, Cor Veleno, Inoki, Bassi Maestro, Katzuma (Deda, ex-Sangue Misto), Casino Royale. Qual è il vostro rapporto con la scena Hip Hop italiana?
[N] – Abbiamo un profondo rispetto ed ammirazione verso tutti questi artisti che hai citato e che abbiamo avuto anche l’onore di conoscere di persona, aprendo anche diverse volte i loro concerti… Ma, in realtà, negli ultimi anni abbiamo avuto più rapporti con la scena hip-hop internazionale che quella italiana, per cui non abbiamo un’idea ben precisa di come sia la cosiddetta “scena” di casa nostra. In ogni caso saremmo ben lieti di giarare qualche jam e collaborare con i colleghi nostrani!
[L] – Il mio è rimasto più o meno quello che avevo da adolescente. Sono un pazzo compratore di dischi e tra i tanti non smetto di comprare il rap italiano. Detto ciò per noi è stato difficile entrare in contatto la scena, non ci è mai piaciuto fare i finti amici o leccare i culi alla gente. Non abbiamo mai chiesto niente a nessuno, e il fatto che uno dei pochi featuring con la scena e nel particolare con Inoki sia nato spontaneamente dopo un live in cui abbiamo aperto il suo concerto, ci rende orgogliosi del nostro modo di fare.
- E nella vostra terra, Genova, com’è il movimento hip hop? Quali sono le possibilità che la città vi offre?
[N] – Più che un “movimento” lo definirei uno “stabilimento”, nel senso che ci sono tante piccole realtà statiche, estremamente frammentate fra loro, dove l’autoreferenzialità la fa da padrona e ognuno cerca di curare solo il proprio giardino; ovviamente poi c’è anche chi invidia l’erba del vicino perchè è sempre più verde… Proprio per dare qualche possibilità in più a Genova e per cercare di dar vita ad un movimento vero e proprio, io e Pensie abbiamo creato il SolidHop, un appuntamento fisso in Piazza Matteotti, nel cuore della nostra città, dove tutti i mercoledì all’orario dell’aperitivo propongo il mio dj-set e diamo la possibilità di suonare a tutti gli artisti che hanno qualcosa da dire. Questi eventi iniziano ad avere già un certo seguito e, se funzionassero davvero come speriamo, potrebbero diventare un luogo di ritrovo per tutte le hip-hop heads liguri.
[L] – Da un certo punto di vista è un movimento inutile e autoreferenziale. Gli artisti si fanno i props da soli, e sono poco uniti. Va molto di moda fare i personaggi al bar sotto casa, ma al rap manca spesso stile, tecnica e contenuti. Quando l’artista si cura di più delle visualizzazioni su youtube che della gente che ha sotto il palco, significa che il tutto è di poca qualità.
- Come anticipato prima, avete avuto la possibilità di collaborare anche con artisti internazionali come George Clinton f. Funkadelic & Parliament, Shaggy, il rapper finlandese sordo Signmark, Maxfield (Groove Armada), ed il rapper francese Busta Flex. Cosa vi ha lasciato questa esperienza?
[N] – Attenzione: questi che hai citato sono tutti artisti a cui abbiamo semplicemente aperto i loro concerti… Esperienze che ci hanno arricchito enormemente, anche se solo in un senso morale, purtroppo!!! AHAHAHAH!!! Battute a parte, ogni volta che ci relazioniamo a questi mostri sacri che non parlano neppure la nostra lingua, ma con cui riusciamo a comunicare e a confrontarci, capiamo sempre di più quanto si sia parte di una Nazione sotto lo stesso Groove, i cui valori principali siano davvero Peace, Love, Unity and Havin’ Fun.
[L] – Un orgoglio infinito, una gavetta importantissima alle spalle e una incredibile voglia di migliorarsi sempre per raggiungere altri livelli.
- Di recente avete firmato per la “Nomadic Wax” etichetta indie americana, come è nata questa importante possibilità?
[L] – Dalla collaborazione di Nio con la stessa Nomadic Wax, con cui gestisce un programma in radio a New York e con cui ha sfornato decine di progetti negli ultimi anni… che sono stati causa del ritardo del nostro disco!
[N] – Ehm, magari su questo argomento ci torniamo dopo..!!! ;-) Ad ogni modo, ho vissuto qualche mese a New York lavorando per quest’incredibile realtà multi-etnica che vede nella Cultura Hip-Hop l’arma migliore per cambiamenti socio-politici globali. Conoscevano già Zero Plastica, ma quando ho fatto loro ascoltare la pre-produzione di “Basta!”, i ragazzi della Nomadic Wax si sono innamorati del nostro sound e hanno voluto che facessimo il mastering nel Notable Productions, uno studio spettacolare che ha prodotto decine di artisti internazionali ma mai nessun itliano… Per noi questa storia con la Nomadic Wax ha qualcosa di simile al miracolo divino, è un sogno che non ci saremmo mai neppure immaginato sino a qualche anno fa.
- Come nascono le collaborazioni presenti nel vostro disco?
[N] – Tutti i featuring nascono dai rapporti di profondo rispetto che abbiamo con altri artisti, siano rappers, musicisti o quant’altro. Al disco hanno contribuito una trentina di personaggi della crema genovese, tra i quali Roberto Gabrielli, Marco Fadda, Sergio Limuti, Riccardo Kalb, Bobby Soul e molti altri… la nostra Old School, quelli che hanno portato la musica di Genova a livello nazionale nei primi anni ’90 nel periodo delle posse, con SensaSciou, Voci Atroci, Blindosbarra, Cool Reggae Band… Respect the Architects!
[L] – Nio si è occupato della pre-produzione col campionatore, ma poi molte cose sono state completamente risuonate e riarrangiate da questo dream-team zeneise, dove ognuno ha dato il suo ricco contributo artistico.
- E le sonorità che avete scelto spaziano tra il Funk, il Reggae, il Dub ed Elettronica con arrangiamenti Afro/Cubani con sprizzi Jazz che rendono molto vario l’ascolto delle 14 tracce. Come mai questa scelta? A quale genere vi sentite più vicini?
[N] – La nostra attitudine è l’hip-hop, è la nostra base di partenza e la nostra filosofia di vita. Tuttavia siamo appassionati di musica reggae e di quelle particolari vibrazioni che si sono perse nel rap, per questo ci viene molto facile andarle a ricercare nella dancehall e reinterpretarle a modo nostro. Tutte le altre influenze che si sentono nel disco sono merito di RobiGabri e degli altri amici che hanno portato i loro strumenti e il loro bagaglio musicale nel nostro Basement Underground studio… In “Basta!” abbiamo tutte le sfumature della black music, che poi è lo stesso spettro di colori che uso nei miei dj-set.
- Vediamo di affrontare un po’ i contenuti del vostro ultimo lavoro. Avete mantenuto una tematica attualissima prevalentemente politica descrivendo in più forme la corruzione del nostro governo, di come viviamo la religione e di come i media trasmettono i fatti quotidiani. Avete scelto degli argomenti piuttosto forti pensando al fatto che verranno ascoltati anche in altri paesi. Come mai questa scelta?
[N] – Non abbiamo scelto questi argomenti, ma piuttosto sono stati loro che ci hanno fatto vomitare le nostre rime… La nostra non è una scelta politica premeditata, ma una necessità intima, dettata dalla merda che siamo costretti ad ingoiare ogni giorno, dalle nostre lacrime e da quelle delle persone che perdono il lavoro, dal sangue degli innocenti che grida vendetta… Se non esistesse l’hip-hop sarei potuto essere un eroinomane “anarchico-insurrezionalista”, per quanto possa significare questo termine tanto amato dai media italiani. Ma grazie a Dio ho modo di esprimere la mia frustrazione in una maniera più costruttiva che cercando di piazzare delle bombe in parlamento come Guy Fawkes.
[L] – Come dice Nio non abbiamo scelto questi temi, li abbiamo vomitati nel vero senso della parola. Ciò che mi fa scrivere un testo raramente viene scelto a tavolino, sono sensazioni che lo ispirano. Questa situazione italiana ci sta stretta, ci ritroviamo spesso a lamentarci e raccontarci la frustrazione per ciò che vediamo e sentiamo. Il rap ci da la possibilità di dire la nostra, ci da un motivo per dire che esistiamo e vogliamo che le cose vadano in maniera diversa.
- Non solo parlate anche di precariato, immigrazione e la resistenza quotidiana. Qual è il vostro pensiero in merito ai fatti che ogni giorno sentiamo?
[N] – La risposta è proprio il titolo del nostro disco, “Basta!”!! Ne abbiamo fin sopra i capelli e siamo convinti che non sia solo una nostra sensazione personale, ma anzi ci sia un sacco di gente incazzata, da nord a sud e oltre… Proprio ieri ho iniziato a leggere “Indignatevi!”, un libro scritto da un partigiano francese di 93 anni e mi sono stupito da quante analogie ci siano tra il suo pensiero ed il nostro; d’altra parte, posso confessare che uno dei mie maggiori ispiratori è Giorgio Bocca: secondo me il suo pensiero dovrebbe essere materia di studio sin dalle scuole elementari insieme a quello di Saviano, Biagi, Pasolini, Moni Ovadia, Eco… e quello di 2Pac, ovviamente.
[L] – Anziché rispondere a questa domanda consiglio vivamente ai lettori di ascoltare il nostro disco!!
- Anche voi siete speranzosi in un miglioramento? In un cambiamento?
[N] – Se non avessimo speranza ci saremmo già suicidati da un pezzo!!! AHAHAHAH!!! Per altro questo è proprio l’argomento di uno dei brani di chiusura del nostro disco, dedicato indirettamente al maestro Mario Monicelli: anche se lui ha detto che “la speranza è una trappola infame inventata da chi comanda”, al contrario, dal nostro punto di vista è l’unico fattore che può ispirare una rivoluzione. Se i nostri fratelli in Tunisia e in Egitto non avessero avuto speranza, o se non ci fosse speranza di un cambiamento in Yemen, in Siria, in Bahrain, perchè la gente continuerebbe a lottare a costo della propria vita?
[L] – Sicuramente si. “Everything is gonna be all right” cantava Marley. Non so se siamo solo 2 dei tanti sognatori in giro, ma vogliamo e dobbiamo credere che ci sarà un cambiamento. Come crederci? Sbattendoci nel quotidiano a migliorare le cose e scrivendo rap che non parli di quanto siamo fighi o quante donne frequentiamo, o quanti soldi abbiamo. Una volta che il cambiamento sarà avvenuto, sarò il primo a parlare di tutto ciò!!
- “Basta!” è il titolo, semplice e conciso. Qual è il messaggio principale che volete trasmettere agli ascoltatori?
[N] – E’ arrivato il momento di ribellarci alle mafie che governano l’Italia! E’ l’ora di prendere a calci in culo le caste che s’ingrassano a nostre spese, a partire dai politicanti, i banchieri, le lobby, i massoni… Giusto perchè non dicano che siamo dei violenti possiamo dare loro un’alternativa, mettendoli a zappare la terra per il resto dei loro giorni, di modo che capiscano il valore reale del lavoro. Se non lo capissero con le buone, suggerirei di cercare le immagini che corrispondo a “piazza loreto mussolini” su google: potrebbe essere propedeutico per ricordare loro a che punti possono arrivare gli italiani quando perdono del tutto la pazienza.
[L] – Siamo sfiniti, o cambiano loro, o li faremo cambiare noi!
- Il disco è uscito ufficialmente il 25 Aprile, qual è stato il feedback degli ascoltatori? Siete soddisfatti?
[N] – Siamo molto soddisfatti di come sta andando dato che, coi tempi che corrono, vendere più di un centinaio di copie in qualche settimana non è male per un gruppo come Zero Plastica; tantopiù che una ventina le abbiamo smazzate negli Stati Uniti, senza investire neppure un dollaro in promozione. Il feedback è ottimo da parte di tutti i tipi di ascoltatori, dai rappusi oltranzisti sino a chi l’hip-hop non sa manco cosa sia. Davvero oltre le nostre stesse aspettative più ottimistiche.
[L] – Assolutamente si, in generale è stato riconosciuto da tutti il diverso peso del nuovo disco dai lavori precedenti, e la crescita. Ci basta!
- Nell’era del formato digitale in molti non fanno più caso alla bellezza che un disco nel suo complesso può avere. Ci tengo a farvi i complimenti perché a me personalmente il booklet è piaciuto moltissimo: Originale e in tutto per tutto azzeccato con il titolo e tema dell’album. Di chi è stata l’idea, chi lo ha realizzato? Dove si può acquistare il vostro album?
[N] – L’idea è stata in parte nostra, ma la realizzazione perfetta di copertina e retro è opera di Max Producer dei Groovenauti, mentre Veronica Onofri ha curato le altre foto ed io l’impaginazione. Il merito è comunque tutto di Max, che oltre ad essere uno dei migliori produttori hip-hop italiani è anche un fottuto genio delle arti visive!
[L] – Si può ordinare “Basta!” dal nostro sito, www.zero-plastica.com o comprare la digital release su bandcamp. Inoltre il sito funziona tipo una net-label da cui è possibile scaricare gratuitamente un’infinità di altri prodotti, dalle mixtapes di Nio ai miei pezzi solisti con altri produttori…
- Quali sono i vostri progetti per i futuro?
[N] – In questo momento stiamo portando in giro il “Basta!” tour che ci farà aprire anche i concerti di Dargen D’amico e di Alborosie, tra gli altri… Nel frattempo registriamo delle collaborazioni che ci hanno chiesto alcuni artisti internazionali e iniziamo a pensare al prossimo street-album/mixtape che vedrà le produzioni di un paio di beat-makers che ho conosciuto a New York… e sarà una roba decisamente più classica, un ritorno al boom-bap!
[L] – Stiamo anche realizzando un documentario su questi dieci anni di Zero Plastica, che mostrano almeno una parte del nostro percorso che dalle cantine genovesi ci ha portato sino al contratto con gli americani.
- Ottimo, vi facciamo i nostri migliori auguri e vi lasciamo le ultime righe a vostra disposizione!
[N] – Lascia che ti ringraziamo per averci ascoltato e per averci dato questa opportunità…
[L] – Sì, grazie dei complimenti e di questo spazio… Chi ci volesse seguire o saperne di più sulla Nomadic Wax trova tutti i links sul sito e poi facebook, twitter, youtube, skype, ecc.
[N] – ..come disse Gil Scott-Heron: “The revolution won’t be televised”…
Per restare aggiornati su tutte le novità e/o avere maggiori informazioni basta mettere tra i preferiti il loro sito internet www.zero-plastica.com ed eccovi il link della fanpage su facebook: Zero-Plastica













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sono spiacente ma,
come tutti quelli che fanno davvero hiphop da un tot a genova, gli ZP non sono ne fanno hiphop ma politica sperando di trovare uno sbocco nell’industria musicale, peccato che l’unico sbocco che possano trovare sia quello di chi gli ascolta :/