- Big Joe – Astronauta EP
Il producer più rappresentativo della nuova Palermo si lancia in un progetto strumentale che ha si e no a che fare con quanto di suo abbiamo sentito finora. Il che non è necessariamente un male.
Tuta spaziale. Casco. Luna (?) con troppi colori. Palermo. Un album di nove tracce strumentali e un impianto musicale che dell’hip-hop conserva solamente le batterie, adeguandole a fare da tappezzeria a un progetto che si colloca da qualche parte tra rap e electro, impiastricciato della cosmesi di sporadici suoni afro e synth spaziali che ben si legano al leit-motiv del progetto.
Da sotto il cielo di Palermo, il viaggio nello spazio è una scampagnata romantica, per nulla preoccupata dell’inevitabile rischio di incontrare forme di vita ostili o di incappare nello scontro gentile con un asteroide di proporzioni bibliche.
Venere è malinconica e segretamente incazzata. Ho l’impressione che la colpa sia di Marte, che se la gira sborone abbastanza da far incazzare anche il pianeta più malleabile. E Giove è maledettamente grosso. Ma di quei grossi buoni, che non fanno paura neanche se ci si mettono. Sarà che in fin dei conti è tutto gas, pure se vagamente irrespirabili.
Meccanismi che non conosco mi spingono comunque verso Saturno e i suoi sample vocali, a girare con le batterie più cariche di groove, che pare che sugli anelli non si stia poi male.
Ma a stare a sentire JoeJoe si sta bene un po’ dappertutto. E non ci sono cazzi, l’odissea deve finire con l’allunaggio, a piantare una bandiera nuova sul satellite che sentiamo più nostro.










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