- Daniele Vit – Chi sono veramente
Per certi dischi ti crei delle aspettative a partire dal titolo. Succede raramente, ma in questo specifico caso era impossibile che capitasse altrimenti. Il nuovo album di Daniele Vit, si chiama Chi sono veramente. Da un disco intitolato con un titolo così è lecito attendersi una definizione precisa di un momento artistico, un’immagine chiara di dove stia andando la carriera di un cantante che forse siamo più abituato a sentire per la quantità incredibile di featuring. La palma di ritornellista preferito dai rapper finora non è riuscito a levargliela nessuno. È una bella gara con Entics, ma Vit è ancora in vantaggio. Un album che si chiama Chi sono veramente ha anche un rischio. Il rischio di mettere in campo un’immagine nuova, forse diversa, non necessariamente migliore di quella che la gente si era già fatta.
La premessa era d’obbligo per capire la tipologia di prodotto che abbiamo davanti. Il problema fondamentale per dare un giudizio in merito è calibrare l’angolazione. Se l’album di Daniele Vit vuole essere un disco r&b, lasciatelo nel suo cellophane, perché non ce la fa poi molto a mantenere la promessa. Se l’album, invece, punta al pop, allora il discorso è decisamente diverso. Personalmente contro il pop non ho nulla, basta sapere in anticipo su che base dover guardare alla musica contenuta nel disco. E d’altronde non è un problema solo di Vit, è un problema di tutto l’r&b mainstream-oriented degli anni ’00.
Il disco di Daniele è un disco pop. È il disco di un cantante che sa sicuramente riconoscere il valore di un mc e che, di conseguenza, chiama a raccolta una serie di nomi dal peso non indifferente, da Maxi B, a Primo, a Dargen, ai Dogo, che – specialmente Jake – ancora una volta non sbagliano le loro strofe. Sono nomi che ti santificherebbero una base non necessariamente bella sputando acqua santa. Se però quello che dovrebbe essere il valore aggiunto di una traccia ne diventa il motivo di interesse principale, allora qualche cosa non va. E a volte, mi rincresce dirlo, è quello che succede in Chi sono veramente. Un caso a parte sono le scelte che non mi spiego, come il coinvolgimento di Surfa.
Brani come La mia città (acoustic) o Solo tu, si salvano senza problemi, sono delle ballad piuttosto piacevoli, ma non risollevano le sorti di un album non particolarmente riuscito.










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