Brusco è un veterano della reggae music made in Italy, ormai conosciuto anche a livello internazionale grazie alle sue più recenti produzioni per l’estero, e ritorna quest’estate con un nuovo album “Fino all’alba”, pensato per il nostro paese, con liriche completamente in italiano ed uno stile inconfondibile, anche per quanto riguarda i temi che sanno far divertire ma anche pensare. Un album prodotto al di fuori delle logiche commerciali, ma pensato per stimolare la riflessione in chi ascolta e far ballare con la testa sempre collegata. Teo Rootical l’ha intervistato telefonicamente grazie alla collaborazione di fromthecourt.com con il programma Reggae Corner in onda su Radio Magenta FM 92.2

(Teo) Ciao Brusco, benvenuto!

(Brusco) Ciao! Il piacere e l’onore è tutto mio!

(Teo) In questi ultimi anni sei stato super produttivo, e l’ultimo lavoro in studio si chiama “Fino all’alba” e volevo chiederti se ho interpretato bene l’idea che ci sta dietro, che ha fatto nascere l’esigenza di questo lavoro?

(Brusco) Benissimo, mi hai tolto le parole di bocca!

(Teo) Sei ritornato all’italiano dopo due E.P. che hanno avuto un grande successo internazionale, suonatissimi da un sacco di sound europei, addirittura fino in Giappone, e soprattutto hanno ricevuto l’ “approved” direttamente dalla Jamaica, e sei ritornato a fare un album in italiano come siamo più abituati a conoscerti qui, ma sempre sperimentando qualcosa di diverso, soprattutto per quanto riguarda le sonorità che richiamano molto quello che si fa attualmente in Jamaica, vero?

(Brusco) Questo assolutamente si. Diciamo che in questo disco “Fino all’alba”, composto da dieci canzoni, ho avuto la fortuna e il privilegio di collaborare con Nite Lite Production, produttori italiani molto al passo con le sonorità e con i tempi che si hanno in Jamaica. Questo mi ha consentito, pur rimanendo ancorato a quello che tradizionalmente è il mio stile, il mio modo di fare musica, di rimanere al passo con i tempi e di sperimentare qualcosa di nuovo, sia dal punto di vista melodico che dal punto di vista metrico, dando continuità, unendo per così dire quello che avevo fatto fino ad oggi in italiano alle cose nuove che ho fatto in jamaicano, che sono appunto per forza di cose, molto legate all’attualità.

(Teo) Una cosa che è sempre stata una tua cifra tipica è comunque il fatto di affrontare temi sempre molto attuali e molto freschi. Ci sono canzoni che probabilmente ti escono di getto, nei pensieri e nelle riflessioni che ti fai quotidianamente, anche sulla stretta attualità italiana, canzoni che fanno pensare oltre che ballare, e questo è importante. Penso alla pre-release “I tre porcellini”, per poi passare a tante altre tematiche, ad esempio c’è un brano “Un uomo è solo un uomo” che a me piace particolarmente per il messaggio che porta. Di cosa parla questa canzone?

(Brusco) Riprendo quello che dicevi in merito all’attualità, che è una caratteristica sicuramente mia, ma anche è molto legata al genere musicale che faccio, ovvero il reggae dancehall, che così com’è concepito in Jamaica cambia di continuo; le canzoni sono un po’ la “vox populi”, quindi se ci sono argomenti di particolare interesse, è normale che chi fa musica ci si soffermi e ne parli. Quindi il caso Ruby di cui si parla ne “I tre porcellini” è assolutamente emblematico in questo senso, come lo sono state tante mie canzoni in passato. Poi l’ideale è riuscire ad avere l’abilità di parlare di qualcosa facendo in modo che poi rimanga nel tempo e non passi di moda, come è il caso almeno di questi tre porcellini, o il caso dello scudetto della Roma, che appartiene ormai a undici anni fa, purtroppo, dico io da tifoso! Ci sono anche altre canzoni che cercano di unire, come mi viene spontaneo fare, il divertimento, le melodie gradevoli della mia musica, il reggae, anche a delle tematiche che possano offrire spunti per riflettere. Questo è il caso dell’ultima canzone del disco “Un uomo è solo un uomo”. E’ un pezzo nel quale canto in maniera anche semplice e diretta, perché io, come dice Mughini, aborro i paroloni, preferisco lanciare un messaggio con parole semplici che arrivino in modo molto immediato a chi ascolta. E’ il mio modo di scrivere questo. In questa canzone mi soffermo su un argomento che secondo me è degno appunto di una riflessione: il fatto che spesso le motivazioni di chi discrimina e di chi ha un’ideologia razzista di fondo, si basano sul fatto che noi siamo nati in un posto e altri sono nati altrove. Come se questo nascere qui o lì fosse frutto di merito o di colpa, e invece è semplicemente frutto del caso. Quindi se uno ha avuto la fortuna di nascere in Italia, quando dice “tornatevene al paese vostro”, insomma, deve pensare che ha avuto una gran botta di culo! E’ un po’ come quando sorteggiano quelle pallette per la Champions League, ti può capitare il Real Madrid, e ti può capitare la squadra della Bielorussia con cui è più facile passare il turno, ecco. Quindi diciamo che se hai avuto la fortuna di nascere in questo paese, devi anche avere l’elasticità mentale nei confronti di chi è nato altrove, e magari rischia tutto pur di avere una briciola di quello che tu hai per diritto di nascita.

(Teo) Non ci dovremmo nemmeno permettere di giudicare, dalla nostra comodoa posizione, tutto quello che han visto queste persone arrivando qui. Ci sono anche altre canzoni che hanno temi molto particolari, anche visti ad un livello molto personale, e testi in cui ci si può ritrovare, secondo me è questa la tua forza da anni. Penso a canzoni come “Più mi buttano giù più risorgo”, ed anche “Intollerante”. Questo album credo possa dare un contributo di riflessione un po’ a tutta la scena reggae italiana. Tu questa scena la vivi da un sacco di anni, l’hai vista crescere, fino alla grande diffusione attuale. Hai anche avuto modo di vivere in prima persona da tempo anche la scena reggae internazionale, la Jamaica, con tutte le sue contraddizioni. Come la vedi qui in Italia, che differenze trovi, cosa ti piace di più anche a livello di atteggiamenti e cosa invece meno?

(Brusco) Innanzitutto la nostra è una scena molto bella, molto viva, fatta di un pubblico molto attento sia ai messaggi che vengono mandati, ma anche molto ricettivo dal punto di vista della partecipazione e del coinvolgimento durante gli show. Non a caso gli artisti stranieri che si esibiscono in Italia sono sempre impressionati da quella che è la partecipazione del pubblico. Dall’altra parte abbiamo tantissimi artisti di talento, dai veterani a quelli usciti di recente. Quindi una scena assolutamente valida, attiva, molto importante e che è riuscita ad imporsi come il primo genere alternativo alla musica commerciale. Chi non ascolta musica da discoteca a qualche dancehall o a qualche concerto di artisti reggae italiani o stranieri, c’è capitato senz’altro. Ovviamente la differenza tra la scena jamaicana e quella italiana è abissale, e questo secondo me non è un male. E’ giusto che la scena italiana rispecchi la realtà italiana. Io proprio per questo, pur avendo registrato due E.P. in jamaicano, reputo quel lavoro un hobby, un completamento artistico per me. Però ovviamente se penso alla mia carriera non posso che pensarla in italiano, perché quella è la mia lingua, è la lingua con cui parlo ai miei connazionali, e quindi della realtà, delle situazioni che mi ritrovo a vivere tutti i giorni e mi sembrerebbe assurdo farlo in jamaicano e ancor di più scimmiottando gli argomenti di cui parlano i jamaicani, che grazie a dio, devo dire, hanno poco a che fare con quello che avviene in Italia. Io penso che se un italiano dovesse iniziare a vantarsi della propria marca di jeans finirebbe a Striscia la Notizia come il primo dei tamarri! In Jamaica questa è la normalità perché sicuramente c’è una cultura che è profondamente diversa dalla nostra, e diciamo che la loro attualmente non sta attraversando uno dei momenti più rosei, se pensiamo da Bob Marley ad oggi come può essere cambiata la cultura e l’approccio dei jamaicani alla vita. Però non si deve mai giudicare, perché ovviamente ogni cultura deve svilupparsi e crescere per conto proprio senza che nessuno possa imporle dei cambiamenti dall’esterno. Detto questo, comunque, se parlo in jamaicano e mi rivolgo ad un pubblico internazionale, posso parlare di alcune tematiche che bene o male vanno in tutto il mondo, se invece lo faccio in italiano mi sento molto più libero di esprimere il mio pensiero, di poter dire la mia padroneggiando molto di più gli argomenti e sicuramente anche la lingua.

(Teo) A volte una canzone è più forte di mille parole e mille discorsi, e le tue canzoni hanno sempre creato coscienza e consapevolezza in questi anni, in tutti quelli che ascoltano reggae e chi si sono approciati al reggae italiano, dopo aver scoperto le grandi leggende jamaicane. Per quanto riguarda i live, tu ti esibisci sia come MC accompagnato da un sound system ma in particolare anche con la Roots In The Sky band, che ti segue nei concerti ormai da anni, e con la band i tuoi show sono ancora più infuocati.

(Brusco) Due parole sarebbero riduttive. Prima ti ho parlato delle produzioni di Nite Lite, che non sono altro che tre quinti dei componenti di Roots In The Sky, la band con cui suono da parecchio tempo. Oltre ad essere ormai per me dei grandissimi amici, persone a cui voglio veramente bene, sono diventati a parer mio, però magari il mio è un punto di vista di parte, la miglior reggae band che c’è in Italia. Io dico onestamente che uno per uno li ho visti migliorare negli anni. Qualche settimana fa hanno suonato come backing band per artisti come Romain Virgo (Jamaica) , Gappy Ranks (UK) e per diversi artisti italiani, e gli stessi jamaicani sono rimasti impressionati dalla qualità, dalla bravura ed anche dalla resistenza, perché è stato un concerto di oltre quattro ore della stessa band. Io mi ritengo un privilegiato a poter condividere il palco con loro ogni volta e colgo anche qui l’occasione per ringraziarli di avere questa opportunità.

(Teo) Per quanto riguarda le date estive e la partecipazione ai festival italiani, dove possiamo trovare le info sempre aggiornate?

(Brusco) Onestamente non faccio tour per i dischi, io sono perennemente in tour da anni!

(Teo) Non ti fermi mai! O in studio o in tour sei sempre al lavoro!

(Brusco) Estate, inverno, faccio veramente tante tante date l’anno. Per chi vuole informarsi, è sufficiente che vada sul mio facebook per sapere quando sarò vicino alla vostra città. Mi farà molto piacere se venite.

(Teo) A questo punto ti ringrazio e ti chiedo un saluto a chi ci ascolta in Reggae Corner su Radio Magenta e a chi ci legge su fromthecourt.com

(Brusco) Grazie a voi! A tutti gli amici di fromthecourt e di Reggae Corner un abbraccione da Brusco ossia Mr Mo’ Se Va ossia Mr ‘Namo ‘Namo! Spero che ascoltiate il disco, scaricatelo se non avete i mezzi per comprarlo, e poi se magari vi piace proprio ve ne potete prendere pure una copia e regalarlo ad un amico, fate come vi pare! A me interessa che la mia musica venga ascoltata e non che venga comprata! Okey?

L’intervista con Brusco è On Air in Reggae Corner – Interviste in levare su Radio Magenta FM 92.2 nel weekend dal 22 al 24 luglio. Per chi volesse ascoltarla in anticipo, insieme a due brani dell’album “Fino all’alba”, basta un semplice play qui sotto! ONE LOVE FE ALL! Teo Rootical

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