Il pitbull con la rosa in bocca

Legionari del machismo imperante, mettetevi il cuore in pace, che le ragazze non sappiano rappare non è affatto vero. Ci vogliono le palle quadre questo è chiaro, specie in un mondo musicale dominato da esemplari di sesso maschile, spesso non necessariamente più bravi, forse che ci provano di più e con più costanza.

Ci vuole un progetto e ci vuole un’identità precisa. Precisa come l’identità di Baby, esplicita fino dal titolo del suo EP. Lei è la Femmina Alfa. Voi sarete pure leoni nella vostra giungla personale, ma nel mondo matriarcale della sua musica non avete mezza chance. E non ce l’avete perchè Baby sbrana non male. Passate oltre la copertina e oltre gli innamoramenti simultanei e concentratevi sulla musica, che poi è quello che conta. Le basi ci sono tutte.

C’è un flow che gira bene e c’è la sicurezza sul microfono. Ci sono le strumentali, tutte buone, tutte in piena nu-school, che poi è quello che Baby K vuol fare. La ragazza fa bene i suoi compiti a casa e, fatta salva qualche chiusura che suona un po’ forzata, il suo è un lavoro solido. Non rivoluzionario, questo no, ma nessuno lo chiede. Le rime sono semplici e fatte bene, la scelta è quella di risultare comprensibile più che astratta, anche a rischio di sfiorare in alcuni casi l’ovvio, ma c’è tutto il tempo per levarsi di dosso i vizi di gioventù.

Femmina Alfa è un buon prodotto hip-hop moderno, che giustifica le collaborazioni importanti di Baby K. Che vi piaccia o meno gli artisti riconoscono gli artisti, quando non si perdono a regalare beat sublimi a cagnacci infami solo perché girano insieme e Baby K ha un potenziale che i più sgamati avevano già visto da tempo, per esempio in uno degli episodi dei Monkee Bizniz di Bassi. In conclusione, scaricatelo che male non vi fa.

Andrea Cortellari

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