- A road journal Pt. II (Get on the bus)
Get on the bus
St. Louis distante al tramonto dietro di me mentre ci allontaniamo. Alcune citta’ le vedi per troppo poco per poterti innamorare o potertele far piacere, vale la stessa regola per i tuoi compagni di viaggio. In cinquanta ore di tragitto senza doccia non si prova amore o odio, le emozioni collassano e si e’ tutti nella stessa situazione di paria, di casta reietta tagliata fuori.
E’ una sensazione di parificazione sociale che ti calma dentro, non c’e’ via di fuga, devi stare la’, non esiste un volere / potere in questo incastro di anime.
Nella mitologia greca Caronte trasportava solo i morti che avevano un obolo per pagare il prezzo del viaggio, per questo motivo una moneta veniva messa sotto la lingua o sugli occhi dei defunti, per pagarsi il biglietto del viaggio definitivo.
caronte ha spezzato i remi e naviga col pilota automatico/ il bus in viaggio e’ piu’ di un mezzo di locomozione, e’ una scelta sociale ed economica. una linea virtuale che separa chi puo’ da chi non puo’ o non vuole.
Caronte ha un cappello dei boston red sox e la divisa / abbiamo tutti due monete sopra gli occhi e non ci rendiamo conto di quanto siamo ciechi fino a quando non saliamo sull’ultimo autobus.
Caronte si gira e mi guarda, “you alright sir?” / “yes thank you sir” vuole le mie monete, lo sento.

Le anime in viaggio si moltiplicano nelle fermate intermedie per poi scomparire non appena comincia la notte. Ho accanto un uomo sui cinquanta, e’ salito a St louis, va a Kansas city, capelli ricci, sporchi, baffi poco curati, sovrappeso. Cerca di attaccare bottone con me e altri quattro passeggeri almeno venendo ignorato dopo il secondo minuto di conversazione in random, decide quindi di dedicarsi a una fidanzata telefonica…. le ha comprato un peluche da un dollaro e 99c prima di salire sull’autobus, un panda con un cuore rosso di panno, sporco in pandance con l’aria che si respira, I suoi capelli e i denti…..appunti di viaggio: mai parlare con chi si lava poco i denti….i denti piu’ che gli occhi sono lo specchio dell’anima.
Do you know Carolina where the biscuits are soft and sweet? (cit.)
Martin, parla incessantemente con la fidanzata e quando non ci parla vede le foto dell’ultima scopata sul cellulare, messe in mostra in modo che io e chi sta dietro possiamo vederle ma non per troppo tempo, un film porno pop a puntate di un secondo, Martin vive la vita reale secondo le regole dei videoclip, ogni fotogramma della vagina della fidanzata non puo’ essere condiviso per piu’ di un secondo altrimenti annoierebbe la gente.
I viaggi lunghi inevitabilmente ti rendono voyeur, cominci ad osservare chiunque ti sta vicino, un po’ per curiosita’ ma sopratutto per paura.

Il bagno del greyhound e’ la cella dell’ape regina….uno dei finestrini oscurati al lato ha uno squarcio visivo sul mondo in movimento di lato, come un rullo di filmato super 8 rovinato dall’usura. Lo specchio annerito dagli anni e spezzato in piu’ parti attaccato alla parete con dei rivetti e nastro adesivo rosso, una volta sollevato il coperchio del cesso sotto di te sta la strada in corsa…l’america del 2011 e l’india del 1930 che si incontrano nel bagno sporco di un bus in viaggio…la samsara dei viaggiatori comprende tossici che si fanno nel cesso, alcolizzati, senzatetto, virtuosi del viaggio last minute, famiglie disperate, famiglie impoverite, angeli e peeping toms.

Scendo per una pausa, venti minuti prima che l’autobus riparta/ luci gialle/ nel parcheggio nessuno/ pompa di benzina deserta/ regular/ regular plus / premium plus / mi accosto a un palo in attesa che si riparta e lentamente…”pat” “pat”, rumori sulla giacca….dal lampione cadono insetti gonfi di notte quasi estiva, falene cieche bruciate dalla luce o attratte dal calore dei corpi.
Caronte si gira, scosta la barba: “Is everybody in”? La stazione di benzina si allontana sulla sinistra proiettandoci nel buio, soli.
Neon lights/ shell/ hell/ the end is near/ jesus saves/ maybe.

Boonville, Kansas city. Martin e’ arrivato e finalmente mi posso stendere di lungo sul posto libero, cambio di autista con nuovo ingresso: meet Mike, lavora per greyhound da oltre 20 anni, la prima regola e’ che se sente qualsiasi cosa che somiglia a un problema vi sbatte fuori dalla vettura….non importa dove e come…e ha il diritto di farlo.
2am / svegliato di forza da Mike che chiede alla platea addormentata se qualcuno ha mai guidato un mezzo di trasporto. Dal fondo dell’autobus una risposta positiva secca. Stiamo cercando di salire una collina ma la strada e’ ghiacciata e dobbiamo montare le catene. Siamo l’unico automezzo sulla strada e I fari illuminano l’orizzonte vuoto. Da dentro e’ difficile capire se ce la faremo o meno, l’idea di rimanere bloccati sino al mattino sull’autostrada non e’ benvenuta alle due del mattino. 3Am/ partiamo/ catene e tutto il resto.

4am/ mi sveglio di nuovo con una sensazione di disagio/ spidey sense is starting to tingle/ Peter parker in mezzo ai campi di granturco forever / sono I beatles proletari e Gesu’ cristo/ nel posto dietro di me un ragazzo senza un’eta’ definita, poco appariscente, capelli lunghi biondi tirati indietro e occhiali da sole per tutte le ore che abbiamo viaggiato e barba lunga, l’ho notato prima durante il viaggio quando Jaymes gli ha chiesto di che cosa si occupasse e lui ha risposto che aveva fatto talmente tante cose che non sapeva piu’ cosa dire.
Dormiveglia/ il bisbiglio si trasforma in parole/ “Dio mi bruciera’, all’inferno ecco dove sto andando, tanto lo so che sei una puttana, mi hai fregato ma alla fine me ne sono accorto, all’inferno, tu e la tua famiglia, pensi di essere perfetta?, vero? Dio bruciera’ me e te all’inferno, puttana”

Il biondo compagno di viaggio sta vaneggiando con una voce stridula che lacera il silenzio come I raggi di luce dalle vetrate nelle chiese gotiche. Dall’altra parte del finestrino la luna piena sui campi di granturco forever del kentucky…sono solo in viaggio da solo con uno psicopatico in piena crisi isterica nel posto direttamente dietro di me, l’idea che possa togliere fuori un coltello e vendicarsi del mondo con me non e’ un buon sonnifero.
E’ ancora troppo presto per morire / kiss me in the shadow of a doubt / appoggio la testa contro il vetro freddo e mi scosto le monete dagli occhi per vedere almeno per l’ultima volta la luna piena/ harvest moon / neil young mi ha sempre fatto cagare.

parte II (continua)











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