- Banana Spliff: Intervista
I Banana Spliff sono un storico gruppo hip-hop proveniente da Ancona, con alle spalle diverse grandi prove con album come “Il mondo a portata di mano”. È da poco disponibile online la loro nuova fatica, “Spaghetti Nightmare”, e abbiamo voluto approfittare dell’occasione per raccogliere questa intervista.
- Ciao ai Banana Spliff, grazie per esservi resi disponibili a questa intervista.
Prima di parlare dell’album, raccontateci un po’ dal vostro passato: com’è stato il vostro primo approccio con la musica e la cultura hip-hop?
Ciao e grazie a voi per l’interesse.
Il nostro primo approccio con questa cultura è stato diverso ma simile per ognuno di noi, in ogni caso sicuramente folgorante. Oskie e Drugo classe ’74, Irakeno e O.P. classe ’80, ci siamo ritrovati a condividere l’entusiasmo e l’energia dei graffiti, dei cerchi di break e freestyle nel corso dei ’90 ad Ancona, insieme ad altre innumerevoli e talentuose personalità del panorama dorico. La musica e l’hip-hop in generale ha fatto sì che potessimo incontrare persone con interessi, capacità e sensibilità affini: per questo possiamo contare tuttora su amicizie decennali e sulla possibilità di creare, distruggere e ricreare con la nostra arte.
- Ormai potete vantare una carriera più che decennale in questo mondo: dopo così tanto tempo, quali sono le cose di cui siete soddisfatti, e quali invece i rimpianti? Riuscite a individuare una sorta di filo conduttore nel vostro percorso artistico?
Il tempo trascorso non è poco, ma non ci piace guardare troppo indietro, altrimenti si perde la strada. Ogni pezzo che scriviamo oggi, ogni rima, ogni beat, nasce naturalmente e con l’entusiasmo di un pischello che ha voglia di fare e di mettersi in gioco sempre. Nessun rimpianto, resta la grande soddisfazione di essere riusciti a portare avanti un progetto come questo attraverso gli anni, vedendolo crescere, migliorare e cambiare con costanza, resistendo a litigi, momenti duri ed avversità. Il filo conduttore è l’amore per la musica, il divertimento di farla con amici fraterni, perchè, come recita un proverbio di cui non ricordo l’origine, se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano fallo coi tuoi compagni. E per il 2012 fino al 3000 la saga continua.
- E ora veniamo finalmente all’album. Spaghetti Nightmare è il titolo che avete dato a questa nuova fatica: cosa avete fatto per trasportare in musica “l’incubo italiano vissuto su scala personale, nazionale ed internazionale”?
Con questo album abbiamo voluto con forza portare un messaggio.
Dopo i precedenti lavori, soprattutto dopo Rasklatt5, la nostra vena artistica era stata più volte accostata alla definizione di rap non-sense che, per quanto trasmettesse la nostra originalità ed imprevedibilità nella scrittura dei testi, portava con sé l’idea non esatta che in essi non vi fosse un messaggio preciso e ben radicato. Con Spaghetti Nightmare abbiamo ricercato una via di comunicazione più diretta ed accessibile, in accordo alla situazione e ai sentimenti che volevamo esprimere. Chiunque non si sia coperto occhi ed orecchie negli ultimi tempi sa che vivere in Italia, dalle metropoli alla provincia, non è affatto facile, soprattutto per chi coltiva (o cerca di farlo) una certa apertura mentale e una forte volontà di migliorare le cose per quanto possibile. Non si tratta di politica, si tratta di vita quotidiana, di fatti che accadono nel mondo e arrivano a cambiare te stesso e la città dove vivi. Si tratta di dover campare ogni giorno in una pericolosa farsa sociale, dove i problemi ci sono e vanno affrontati con i mezzi di cui si dispone. L’incubo c’è, e ci si può vivere dentro, ma dallincubo ci si può anche svegliare: in Spaghetti Nightmare non c’è rassegnazione, né paranoia fine a sé stessa o volontà di autodistruzione, ma energia compressa pronta a esplodere per scuotere l’ordine immobile delle cose. La chiave è l’espressione grezza, l’entusiasmo di lottare con mezzi propri ed originali, e la musica, perché qua è solo la musica che c’ha salvato l’anima dall’estinzione (cit. Danno in “Vita, Morte, Miracoli”).
- Il vostro disco definisce in maniera chiara che il vostro intento è quello di cercare di dare autenticità e solidità in un prodotto che rimanga nel tempo. Proprio per questa forte identità e impronta che avete voluto dargli, vi ha richiesto del tempo per pensarci, o è stato tutto spontaneo? Diteci un po’ della gestazione.
La gestazione è stata abbastanza lunga. Abbiamo cercato di non lasciare nulla al caso, curando ogni minimo dettaglio fino al raggiungimento del risultato voluto. In primis volevamo fare delle canzoni vere e proprie, con testi più diretti possibili, in modo da evitare fraintendimenti o inconprensioni. Da un punto di vista meramente tecnico, noi scriviamo sempre sulla base, e in questo senso le produzioni ci hanno letteralmente guidato nella scelta degli argomenti da trattare. Qui è stato spontaneo al massimo.
- Come collaborazioni avete pescato un po’ ovunque, dai pesi massimi di casa nostra come Danno, alle facce nuove come Alfredo (che i Banana Spliff siano il lato indie dell’hip-hop italiano?), ai mostri sacri d’oltreoceano. Da cosa sono nate queste esperienze? E, riguardo a Sean Price e 5FT, com’è stato lavorare con nomi di quel calibro, gente che ha ispirato generazioni di rapper in tutto il mondo?
Alfredo è un nostro amico, non è un rapper, ma un musicista a tutto tondo, frontman di un gruppo serissimo che per l’occasione si è messo in gioco in un genere mai provato. Per la cronaca anche la chitarrina su Dolcezza è suonata da lui. Ci siamo scambiati il favore, visto che noi abbiamo fatto un feat. nel suo disco di prossima uscita. Il Danno lo conosciamo da moltissimi anni e c’è sempre stato rispetto e stima reciproca. Consideriamo I Colle come uno degli ultimi baluardi di un Rap con l’Anima. Un altro che consideriamo tale è Kaos, anch’esso presente nel disco anche se in veste di produttore. Purtroppo la lavorazione del nostro disco è coincisa con quella del suo e non è stato possibile fare un pezzo insieme. Speriamo di riuscirci in futuro. Per ciò che riguarda Sean Price e 5FT, il merito è di Enrico Web di 159 Grooves. Un anconetano a NY, amico di vecchia data (uno di quelli che faceva il magazine Juice), che da parecchio tempo regala dritte preziosissime. Se vedi tutte le collaborazioni fatte sull’asse Italia-NY in questi anni, nella maggior parte dei casi c’è il suo zampino. Nello specifico, lavorare con personaggi di questo calibro ci ha dimostrato quello che significa essere professionisti. Poi ti accorgi pure di quanto certa gente sia tranquilla a prescindere dal nome che spesso li precede. Basti vedere che il disco e il video con 5FT sono stati pubblicati nel sito Duckdown. Infine, un saluto ed un grosso grazie anche ai nostri soci dei Neuro Garage/Hellz Eye per il supporto umano, artistico e logistico.
- In Vita, Morte, Miracoli cantate “intanto canto e porto la mia croce, cerco nel buio luce, conversazioni in assenza di voce, in un mondo che spesso mi disgusta, ma la vita è tutto, ed è per questo che è anche ingiusta”. Al di là ovviamente del concept molto forte su cui questa traccia è costruita, quanto per voi la musica è (o è stata) un mezzo per esprimere un disagio interiore non sintetizzabile in altri modi? E non si parla per forza del rap come valvola di sfogo, ma anche e soprattutto come autentico mezzo di espressione.
Una canzone come Vita,Morte, Miracoli, ci renderà orgogliosi per sempre di averla fatta e siamo convinti che nel tempo possa diventare un pezzo cult a tutti gli effetti. Un grazie profondo al Danno e a Dj Argento per il loro straordinario contributo. Riteniamo anche vincente la fortuna di aver potuto includere il talento del Danno verso un pezzo più di contenuto che di forma. Per ciò che riguarda il disagio interiore, possiamo dirti che solo davanti ad un microfono, ad un foglio bianco o su di un palco non ci sentiamo fuoriposto. Questo è il nostro microcosmo, di cui siamo gelosi ed innamorati alla follia.
- Vista la distribuzione in vinile diamo per scontato un vostro particolare affetto per i vecchi modi di concepire la musica, ma com’è il vostro rapporto col digitale? Potreste spiegarci la scelta del free download? Qual è la vostra opinione sulla direzione che sta prendendo il mercato della musica da dieci anni a questa parte?
Il nostro rapporto con il vinile è molto stretto e non lo consideriamo affatto vecchio, è un fatto di cultura e di furbizia. La cultura alimenta la furbizia, l’ignoranza alimenta la stupidità, l’ingenuità e il fascismo che altro non è se non farsela mettere al culo da un sistema o da una classe. I vinili non prendono virus e non si smagnetizzano, già questo dovrebbe bastare l’investimento.
Poi, il nostro rapporto col digitale è anche esso molto stretto e come dice Argento, perché dovremmo limitarci in base al formato? Tutto fa brodo. Ora unite i due concetti e il gioco è fatto, abbiamo scelto il free download per arrivare a più persone nella maniera più semplice e stamperemo il vinile per dare ai nostri fan, che in quanto nostri fan riteniamo gente sveglia, un prodotto indistruttibile.
- Questa facile fruibilità dei prodotti ha portato ad una saturazione del mercato, con un prevedibile calo della qualità. Come vedete questo fenomeno in relazione al momento che la scena italiana sta vivendo? Lo giudicate un periodo di sviluppo, o di involuzione? E cosa ne pensate di tutte queste nuove leve (Fedez, Gemitaiz, Salmo, giusto per citarne qualcuno) che si stanno affacciando sul mondo del rap italiano?
Il periodo, se colleghi il tuo discorso alla diffusione del digitale o a quello che gli studiosi chiamano web 2.0, è di netta espansione, la quale comporta selettività nelle scelte e dunque evoluzione. Chiaramente apprezziamo il lavoro che fanno (e secondo noi anche molto bene) queste nuove leve che hai citato, cosi come tante altre. Il problema nasce quando il successo diventa l’unico obiettivo e qui il rischio è quello di fare confusione, specie se si è giovani. Emulare soggetti solo perchè hanno molto seguito è pericoloso, soprattutto se si tratta di persone che attirano perchè hanno seri problemi psichici o di droga o che fanno i nichilisti per finta o i paladini dell’armiamoci e partite. Quello che diciamo è state attenti perché vi prendono per il culo!
- Programmi per il futuro: farete tante date per promuovere il disco? Avete già in cantiere altro, collaborazioni o produzioni d’altro genere?
Faremo, se il cielo ci assiste, molte date e faremo tutte quelle che ci verranno proposte. La nostra intenzione è quella di girare il più possibile per far sapere a tutti e non solo a pochi quello di cui siamo capaci.
Noi abbiamo sempre in cantiere altro, la nostra filosofia è fatto il disco si ricomincia, ora siamo un po’ impicciati con la promozione ma speriamo di non litigare troppo e di metterci un po’ sotto con la scrittura..tanto lo sappiamo, basta che Oskee cacci un beat dei suoi e ci vuole poco per fare il nostro!
Poi a breve usciranno un tot di pezzi che abbiamo registrato al Nutty Blunt Studio per il nostro fratello Pupah G e dai nomi potete già capire che il sapore virerà deciso sul reggae style. Poi abbiamo in cantiere altre sorprese che, anche per scaramanzia, preferiamo non rivelare prima del tempo.
Un infinito grazie per la disponibilità, e…volete aggiungere altro, o lasciare un messaggio per chi legge le nostre pagine?
Salutiamo tutti i lettori che ci seguono e tutti coloro che hanno dedicato tempo a leggere le nostre opinioni poi vorremo salutare un nostro amico che non c’è più e che ci ha lasciato una traccia indelebile nel cuore : ciao Stefano, ci manchi












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