Questa settimana abbiamo avuto l’occasione di intervistare Blue Virus che ci parlerà un po’ di se e del suo ultimo street album “Voci – 2”. Buona lettura!

Arrivato alla sua terza uscita in tre anni con “Voci – Street album 2”, il torinese Blue Virus sembra aver raggiunto una buona maturità artistica facendo vedere buona parte di quelle che sono le sue potenzialità. Ci è sembrata quindi una buona occasione per conoscerlo meglio con quest’intervista.

- Un caldo benvenuto su From The Court a Blue Virus! Prima di cominciare l’intervista vera e propria, ti andrebbe di presentarti ai lettori, dandoci un’idea di chi è il Blue Virus uomo, prima dell’artista? 

Innanzitutto ne approfitto per salutare tutti i lettori di From The Court, ringraziando gli admin per lo spazio concesso. Molto sinteticamente: sono Antonio, ho 22 anni e sono nato e cresciuto a Torino. Quartiere tranquillo, nessuna sparatoria né scene fittizie da film americano da riversare nei testi per fare il finto G. Infanzia ed adolescenza vissute pressapoco decentemente.


- Parlaci del tuo rapporto con l’hip-hop. Da quanto dura, e quando è cominciato? 

Ascolto musica fin da quando ero proprio piccolo, quindi la passione in generale c’è sempre stata. All’hip hop mi sono avvicinato poco meno di una decina di anni fa grazie alla tv e alle amicizie di quel periodo. Ho iniziato a registrare le prime “cose” su cassettina e col tempo la voglia di propormi è aumentata, così come la costanza e insomma… Tutto il resto è venuto da solo, in maniera totalmente naturale.

– “Voci – Street album 2” è il tuo terzo lavoro in tre anni. Da cosa è data questa prolificità? Nell’arco di questi tre anni, pensi di aver vissuto una crescita artistica degna di nota?

A me piace molto scrivere testi: dal banger ignorante, al pezzo da presi male, al brano un po’ più sperimentale, all’inedito per il web e così via, quindi la necessità di racchiudere il tutto in dei progetti (arrivato ad un certo punto) col tempo si è fatta grande. Riascoltando i miei vecchi lavori logicamente noto un miglioramento e secondo me molto di questo è dovuto sempre al discorso della costanza.

– Scrivere questo street album è stato complicato? Parlaci di come è nato, delle collaborazioni e dei produttori che ci stanno dietro. 

Sono uno che tendenzialmente preferisce ascoltare i dischi ufficiali con all’interno pochissime collaborazioni quindi, anche riguardo la mia musica, agisco in questo modo, sfogando tutto nel “resto” (in questo caso gli street album). All’interno di “Voci – Street Album 2″, così come nel primo capitolo, ho chiamato bene o male tutti fratelli da anni (MadMan, Gente Onesta, ZonaMan…) e amicizie più recenti che stimo e rispetto (Retraz, Lance, Solo Ap…) in modo da creare un prodotto concentrato, eterogeneo e ben farcito, racchiuso in dieci tracce. Stesso discorso per quanto riguarda le produzioni.

– Perchè hai sentito il bisogno di dare una continuità così marcata tra questo album e il suo predecessore (a partire dal titolo)?

Una volta uscito “Voci – Street Album”, nel 2010, ho iniziato a raccogliere beats in giro per lavorare al secondo disco ufficiale; un giorno non so cos’è successo, ho preso ed ho iniziato a scrivere i pezzi che poi sono finiti su Voci 2. L’attitudine è la stessa del primo, con la differenza che nel precedente capitolo ho utilizzato sia produzioni inedite che strumentali edite e i testi li ho scritti molto di getto, stile buona la prima; qui ho usato dieci beats totalmente inediti prodotti per l’occasione e le tracce sono state riviste qualche volta in più. Non ho in progetto un “Voci – Street Album 3″ attualmente, ma non nego che mi piacerebbe molto portare avanti i capitoli, almeno uno ogni paio d’anni. Vedremo.

– Nei tuoi pezzi si nota una cura davvero notevole che è riservata alla scrittura. Gli incastri sono sempre molto riusciti e tecnicamente funzionali. Quanto del tuo rap è frutto di un’ispirazione immediata e abbastanza istintiva, e quanto invece deriva da riscritture, ripensamenti e correzioni? E sempre riguardo alla scrittura: scrivi i tuoi testi “a priori” o preferisci prima sentire il beat su cui rapperai?

Quando scrivo lo faccio di getto: è capitato di mettermi davanti al foglio autoconvincendomi che dovevo per forza scrivere un determinato pezzo, non riuscendo poi a ricavarne nulla di concreto. Però le cose che hai citato nella domanda accadono: capita il testo che alla prima stesura diventa quello che registrerò, così come la strofa per il disco di “tizio” che viene rivista, o riscritta, anche tre volte e così via. Per quanto riguarda il beat va a situazioni: magari ho delle idee in testa che mi vengono all’improvviso e le segno in qualche modo, magari sul cellulare, per poi adattarle sulla strumentale mentre altre volte, nella maniera più classica, mi arriva il beat e inizio a scrivere. Sempre di getto però, non penso prima all’argomento che voglio trattare ma parte tutto da una barra casuale, per poi legarci un tema con l’avanzare del testo.

- Una domanda spinosa ma d’obbligo: come vedi il momento attuale del rap, in generale ma soprattutto in Italia? Crescita o involuzione?

E’ un discorso che la gente che ne capisce un minimo conosce ed ha già sentito alla nausea, per i “profani” sarà come parlare in arabo: il rap in Italia è un’arma a doppio taglio, ti permette (sempre nel tuo piccolo) di esporti in tempo zero, ovvero il tempo necessario per farti capire quanto tu sia ridicolo se non sei in grado di farlo. Eppure tutto ciò spesso e volentieri neanche basta. Non riesco neanche più a dire che sono contento di tutta questa esposizione, perchè mentirei: non si fa in tempo a sentire il brano di un emergente di tutto rispetto che dietro l’angolo ne sbucano altri otto vestiti con saccenza ed arroganza, indossate pure male a mio avviso. Ormai è tutto un “metto 300 euro da parte tra paghetta, feste e quant’altro, mi faccio l’home studio di cui ho sentito tanto parlare in giro, registro le mie cose e le carico su YouTube, magari ci scappa pure il video ufficiale”. Io ora non ho niente da insegnare a nessuno, ma ho fatto il primo (ed unico per ora) disco ufficiale nel 2009, dopo anni di demo registrati in cameretta con la consapevolezza che non era ancora arrivato il momento di esporsi in quel modo. Chi poi associa il termine “commerciale” o “venduto” a chi ce l’ha fatta ed ha svoltato fa capire a grandi linee quanta ignoranza ci sia nel settore.

- Nel distribuire i tuoi lavori ti sei servito del free download, appoggiandoti in generale al mezzo di diffusione informatico, con un canale Youtube, una pagina su Soundcloud, ecc. Da musicista, qual è il tuo rapporto con il digitale? Compri ancora i dischi in un formato fisico, sia esso cd o vinile? 

Colleziono dischi, rap e non, da prima di iniziare a fare musica. Negli ultimi anni tutto questo si è perso a livello generale e vengo preso quasi per stupido quando dico in giro che ho comprato un cd o che ho intenzione di farlo. Eppure scartarlo, sfogliare il booklet, leggere i credits delle tracce e tutto il resto per me batte qualsiasi file mp3 rippato a 320 kb/s. Senza fare nessun tipo di morale eh, anch’io scarico musica, chi è che non lo fa, però se trovo il disco da collezione o il nuovo lavoro di un artista che merita lo acquisto, soldi permettendo. E’ tutto così diverso rispetto a prima che ormai per la maggior parte degli ascoltatori è diventato un peso addirittura scaricare i dischi in freedownload, si accontentano di dare il click su YouTube. I dischi di rap italiano, big esclusi, non si vendono. E’ quasi inutile ripeterlo.

– Sempre parlando di promozione, supporterai l’uscita dello street album con delle date live? Cosa ti riserva il prossimo futuro? Hai già qualche altro progetto in cantiere?

Sorvolando il discorso critico dei live ti posso dire che bolle qualcosa in pentola, sicuramente, ma al momento preferisco non dire nulla per la scaramanzia che mi porto dietro dal giorno zero.

- In occasione dell’uscita dello street album hai realizzato anche il video di “Voices freestyle”, come mai hai scelto questo singolo, e avremo la possibilità di vederne degli altri?

 Inizialmente avevo intenzione di fare il video di uno dei brani di Voci 2, però poi ho pensato di tenere tutte e dieci le tracce del progetto inedite fino alla fine. Così ho deciso di fare un brano di presentazione del progetto per poi realizzarne lo street video, “Voices freestyle” è nato così. Un saluto a mio fratello Dj Pole (Emigrates Klan) che ha realizzato l’ennesimo beat bomba per il sottoscritto, così come un big up a Pisani Cartella per la regia del video. Sono tornato da Milano da poco, abbiamo girato il video di “Waiting for you”, il brano in Voci 2 con Gente Onesta. Presto fuori, stay Blue.

  


 

- Per concludere, ringraziamo Blue Virus per il tempo concessoci, e augurandogli il meglio per tutti i suoi progetti futuri!

 

01. Bella voce (prod. Dj Raw)
02. Caduta libera (prod. Retraz)
03. Waiting for you (feat. Gente Onesta) (prod. Dj Pole)
04. Meglio in apnea (feat. Sitron) (prod. Dj Pole)
05. Pure io (feat. Retraz & ZonaMan) (prod. Retraz)
06. Insetti (prod. Black Lung)
07. Phobia (feat. Solo Ap, Dutch & Lance) (prod. Retraz)
08. Andiamo di là (feat. ZonaMan) (prod. Dj Raw)
09. Con una S davanti (prod. Dj Raw)
10. Più in alto (feat. MadMan) (prod. Dj Pole)

 

OK, ricordiamo a tutti che “Voci – Street Album 2” è scaricabile in esclusiva per FTC al link qui riportato:

 

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