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Questa settimana abbiamo avuto l’occasione di intervistare Siby che ci parlerà un po’ di se e del suo ultimo album “Il giogo del rap”, disponibile in free download su From The Court.

Benvenuto su From The Court. Prima di cominciare l’intervista e propria, ti andrebbe di presentarti ai lettori? Chi sei e come è nata la passione per la musica rap e quali sono stati i primi passi che hai mosso in questa direzione?


Siby è l’ “alter ego” dietro cui spesso tendo a nascondere Andrea, un ragazzo ventenne come tanti, con i suoi sogni, ambizioni, difetti e paure. La passione per il rap è nata circa 5 anni fa: inizialmente mi limitavo ad ascoltare; dopo aver iniziato a scrivere i primi testi, capii che questa musica mi avrebbe permesso di esprimermi realmente. Ora, dopo quasi tre anni di esperienza “in prima persona”, inizio a vivere il rap come qualcosa grazie cui mi sento realizzato e piuttosto gratificato, nel mio piccolo.

 

 Il tuo primo disco ufficiale si chiama “Il giogo del rap”. Dicci qualcosa in proposito: come mai questo titolo?

 

Inizio a risponderti con una precisazione: non si tratta di un disco ufficiale, bensì di uno street album (principalmente per il numero piuttosto elevato di feat presenti all’ interno, oltre alla consapevolezza che sarebbe stato troppo presto per un disco ufficiale). Comunque il titolo “Il Giogo del Rap” evoca un’ idea di sofferenza; mi è sembrata una scelta originale, che fosse in grado di richiamare i sacrifici (economici/di tempo, ecc) necessari per portare avanti questa passione in modo serio ed ambizioso.

 

Quali sono gli argomenti di cui tratta questo lavoro?


Ritengo che si possa parlare di un vero e proprio concept album: ascoltandolo si percepisce un’ atmosfera “malinconica/sofferente” comune più o meno a tutti i pezzi. In ogni modo oltre ai testi conscious e più prettamente riflessivi, vi sono anche storytelling puri al 100 % (“C’era una volta oggi”) o momenti totalmente autocelebrativi (“Niente intro solo nitro”).

 

Ricordando che il disco è in freedownload su From The Court, per quale motivo i lettori dovrebbero scaricare il tuo album?


Semplicemente perchè, a mio parere, è sempre più importante oggi che gli emergenti abbiano la giusta visibilità e la possibilità di essere ascoltati, e di conseguenza essere criticati/giudicati. Per esperienza personale, ogni singola critica o complimento mi ha sempre dato infatti una fotta incredibile per cercare di migliorarmi.

 

Leggendo i nomi dei produttori si può notare che hai fatto grande affidamento ad alcuni nomi legati alla crew di Torino Purple Finest. Come mai hai scelto loro per le produzioni e come è nato il vostro rapporto?


Tutto è nato dall’ aver conosciuto ad alcune serate hiphop torinesi Vega e Tommy Smoka (due membri del collettivo Purple Finest); con il tempo ho conosciuto anche Tyrelli (colui che si sarebbe poi occupato della registrazione e del mixaggio del mio disco), ne ho subito apprezzato la disponibilità e la serietà. Così ho deciso di affidarmi a loro per la lavorazione dell’ album.

 

Per quanto riguarda le collaborazioni sei rimasto fedele alla tua città, ovvero Torino. Al disco infatti hanno partecipato nomi importanti come Rayden, Pisani Cartella e Tyrelli. Come è stato lavorare con artisti di un certo calibro e una certa esperienza?


Per quel che riguarda Tyrelli e Pisani, ho già detto prima: tutto è nato in modo molto spontaneo, dal momento che la registrazione del disco è avvenuta nel loro stesso studio.
Rayden è un artista che ho sempre stimato: lo ritengo tra i migliori in Italia a livello di scrittura, apprezzo davvero la profondità dei suoi testi. Aver lavorato ad una traccia insieme a lui è stata per me una grande soddisfazione; in particolar modo mi ha reso felice la sua disponibilità a girare addirittura un video del pezzo in questione: ciò mi fa dedurre che abbia apprezzato il lavoro da me svolto nel feat, e non posso che esserne onorato!

Un’altra collaborazione molto interessante è quella con gli Street Fighter. Cosa pensi della scena italiana e di quella della tua città?


Ritengo che la scena italiana sia molto valida: apprezzo parecchi rapper, anche stilisticamente assai diversi tra loro, dai già citati Onemic a Marra, da Ghemon a Kaos, da Bassi Maestro a Emis, dai Killa Soul ai Two Fingerz. Per quel che riguarda la scena di Torino, sono particolarmente fiducioso per le nuove leve: ci sono diversi rapper giovani a mio parere talentuosi: Street Fighters e Royal Rhymes (aka Dirty C e Fred De Palma) in primis!

 

Al giorno d’oggi quanto è difficile per un mc “emergente” di farsi conoscere? Quali sono le difficoltà che si incontrano?


Credo che l’ ostacolo principale sia rappresentato dal numero esagerato dei cosiddetti “emergenti”: spesso gli ascoltatori di rap pretendono di poter rappare anch’ essi, senza rendersi conto quanto talento sia necessario per fare questa roba in modo serio. Un piccolo esempio: a me ha sempre fatto impazzire il calcio; purtroppo non ho mai avuto le capacità necessarie per poter anche solo sperare di diventare un giorno un calciatore professionista, quindi mi sono limitato a seguire le partite in tv. Tanti dovrebbero limitarsi ad ascoltare rap, piuttosto che farlo in maniera ridicola ed indecente (spesso senza rendersene conto, per di più).

Dal “giogo del rap” sono stati estratti due video “A volte sogno” e “Il giogo del rap”, ne verranno girati altri?


No, non usciranno video di altri pezzi estratti da questo album. In ogni caso posso dire con certezza che nell’ arco del 2012 girerò almeno 1 o 2 nuovi video: li ritengo di grande importanza in un periodo come il nostro, in cui saper vendere il proprio prodotto su YouTube e nel Web in generale è fondamentale, se non addirittura lo strumento principale per farsi conoscere.

 

Il disco che è fuori ormai da un paio di mesi sta rispettando gli obiettivo che ti eri posto? Che tipo di riscontri stai avendo dagli ascoltatori?


Il disco, in generale, ha avuto ottimi riscontri: in tanti, al di là dell’ aspetto prettamente tecnico, hanno apprezzato i temi trattati ed il fatto che si percepisca nei brani la spontaneità da parte mia nel mettermi a nudo nei testi. In secondo luogo, i due video estratti dall’ album hanno avuto un ottimo riscontro e ciò non può che farmi felice! Tutto ciò mi invoglia a cercare di superare il mio livello attuale, in modo da meritarmi sempre di più l’attenzione delle persone/amici/ascoltatori che mi supportano!

 

Hai già in mente qualcosa per il futuro? Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Sinceramente al momento non so dirvi con esattezza quale sarà il mio prossimo progetto (ep/mixtape/disco ufficiale?), non ho però mai smesso di scrivere robe nuove; pertanto in quest’ anno appena iniziato usciranno sicuramente dei miei nuovi prodotti.